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agosto 2024

Piero Pelù e Max Gazzè a Noto: il 16 e il 17 agosto due serate di grande musica in Piazza Municipio

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La rassegna musicale “Le scale della musica” si chiude con i concerti di Piero Pelù e Max Gazzè, il 16 e 17 Agosto a Noto, tra nuove sonorità e scenografie spettacolari

C’è tanta attesa a Noto per Piero Pelù e Max Gazzè, in programma rispettivamente venerdì 16 e sabato 17 Agosto, a Noto, in piazza Municipio. Dopo il “principe” Francesco De Gregori, in tour con la sua band, e Colapesce e Di Martino, con “Lux Eterna Beach”, i due cantanti italiani chiuderanno la rassegna musicale “Le scale della musica“, organizzata dal Comune di Noto in collaborazione con “GG Entertainmnet”, “Puntoeacapo” ed “Il Botteghino”.

Piero Pelù, già atteso lo scorso anno in città, aveva rimandato il suo tour “Estremo” perché durante una session di registrazione aveva subito uno shock acustico forte alle cuffie. Questa cosa aveva acutizzato gli acufeni con i quali già l’artista conviveva da anni, rendendoli molto aggressivi. Il rocker, a Noto, presenterà il nuovo album “Deserti”, già uscito lo scorso 7 giugno, a distanza dall’ultimo successo “Pugili Fragili”, pubblicato nel 2020.

Max Gazzè, invece, sarà di scena con “Amor Fabulas: Interludio”, un secondo capitolo del suo nuovo tour, dopo aver viaggiato nei teatri d’Italia, con grande successo. Gazzè regalerà al suo pubblico tantissimi brani inediti. Sul palco, con lui, il vibrafono di Marco Molino, la fisarmonica di Manuel Petti, i fiati e la chitarra di Max Dedo, quella di Daniele Fiaschi, l’autoharp e le voci di Greta Zuccoli e il pianoforte di Sunhee You. Parte integrante dello spettacolo sarà la scenografia del tutto inedita: un’installazione artistica di Francesco Filosa, dal titolo The Sound Energy. Suoni e connessioni sono gli elementi fondanti di un disegno scenico in cui lo spettatore è parte integrante di una rappresentazione visiva che ha propulsioni e origini ancestrali. The Sound Energy è il micro-universo metaforico dentro il quale la musica prende vita: al centro della scena è collocato un disco luminoso rappresentante Sirio, la stella più brillante del cielo, visibile da ogni angolo della Terra; la luce viene spezzata solo da una opportunità di trasmissione e condivisione, incarnate dall’aerofono, artisticamente riprodotto da Filosa e ispirato a quelli della Seconda Guerra Mondiale. Così, quello che in campo militare era un intensificatore di suoni, che permetteva di captare i rumori a lunga distanza e individuare la direzione di provenienza di aerei nemici, qui diventa uno strumento per amplificare suoni, luci e suggestioni. Questo elemento prenderà vita durante il concerto: da esso si propagheranno dei fili luminosi collegati a ciascuno strumento musicale.

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