Aggiornato al 28/04/2025 - 09:34
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Sciopero e presidio a Siracusa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici

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Fim, Fiom e Uilm lanciano un avvertimento a Federmeccanica: “Senza contratto si sciopera”. La mobilitazione per il rinnovo continua

Fim, Fiom e Uilm di Siracusa hanno organizzato uno sciopero di otto ore, accompagnato da un presidio, per il 29 aprile presso la sede di Confindustria Siracusa. L’iniziativa mira a lanciare un avvertimento a Federmeccanica, sollecitando una riapertura delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, ormai scaduto.

“Senza contratto si sciopera” è il messaggio che i sindacati intendono trasmettere a Federmeccanica, accusata di non aver convocato un tavolo negoziale per il rinnovo del contratto. I segretari di Fim, Fiom e Uilm hanno dichiarato: “Il giorno 29 aprile saremo sotto la sede di Confindustria per inviare un messaggio forte e chiaro a Federmeccanica: SENZA CONTRATTO SI SCIOPERA”.

Il presidio, che si terrà durante lo sciopero di otto ore, ha come obiettivo quello di esercitare pressione su Federmeccanica affinché riapra le trattative basandosi sulla piattaforma approvata dal 98% dei metalmeccanici. “Siamo a 32 ore di sciopero e non ci fermeremo se non si riapriranno le trattative”, hanno aggiunto i sindacalisti.

Secondo i rappresentanti sindacali, il momento è decisivo per il futuro dei lavoratori metalmeccanici. “In questi anni abbiamo resistito, ora è arrivato il momento di attaccare, partendo dalla riconquista del CCNL quale forza unificante del lavoro”, hanno sottolineato. I sindacati chiedono una mobilitazione che vada oltre la questione salariale, affrontando anche i temi del lavoro precario, dello sfruttamento e delle ingiustizie sociali, rinnovando l’impegno per la difesa dei diritti fondamentali.

La dichiarazione finale dei sindacati evidenzia la determinazione dei lavoratori: “La riconquista del contratto nazionale passa attraverso il protagonismo dei lavoratori e dalla nostra storia, una storia fatta di lotte sindacali che hanno permesso ai lavoratori di conquistare salario, condizioni di vita e di lavoro migliori”. L’obiettivo, quindi, è quello di contrastare la chiusura di Federmeccanica e rivendicare diritti per tutti i metalmeccanici.

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