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Siracusa, Una panchina rossa contro il femminicidio: Eligia Ardita ricordata all’ospedale “Umberto I”

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Inaugurata all’ospedale Umberto I l’iniziativa del Lions Club Siracusa Host per sensibilizzare contro la violenza di genere. Commovente cerimonia con la famiglia della vittima e le istituzioni locali.

 

Una panchina rossa per ricordare Eligia Ardita e come simbolo della lotta contro il femminicidio. È stata svelata stamattina all’ospedale “Umberto I” il dono del Lions club Siracusa host, in presenza della famiglia di Eligia e della piccola Giulia. Presenti anche la sorella, Luisa, il direttore generale dell’Asp, Alessandro Caltagirone, il vice sindaco Edy Bandiera, le forze dell’ordine e i rappresentanti regionali del Nuovo sindacato carabinieri.

«Oggi ci confrontiamo con una realtà tragica – ha dichiarato Caltagirone, evidenziando come i femminicidi stiano drammaticamente aumentando in Italia -. Registriamo uno o due eventi settimanali, una situazione insostenibile che richiede una profonda riflessione collettiva».

Cettina Maida del Lions club Siracusa host ha parlato di Eligia. «Era infermiera professionale qui all’azienda ospedaliera – ha detto Maida – è come se avessimo perduto una figlia, una sorella». La rappresentante dell’associazione ha sottolineato l’importanza di iniziative come questa per stimolare un cambiamento culturale «Dobbiamo essere tutti protagonisti nel migliorare la cultura contro la violenza – ha spiegato la presidente del Lions – e superare definitivamente alcuni stigmi del patriarcato ancora presenti nella nostra società».

Il vicesindaco Bandiera ha definito quello di Eligia e della piccola Giulia «uno dei delitti più efferati che ha subito la città di Siracusa – ha detto Edy Bandiera – stimolare momenti di riflessione serve perché siamo ancora indietro come legislazione nazionale sul tema delle denunce, con troppe donne che hanno paura di denunciare e che, anche quando lo fanno, rischiano comunque di rimanere vittime».

Luisa Ardita, sorella di Eligia, ha descritto l’iniziativa come «un gesto forte per la nostra comunità, di alta sensibilità. Auspico che la panchina possa diventare un simbolo di forte riflessione in un contesto in cui “la violenza di genere sta degenerando».

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