Scoperte 22 tombe di epoca arcaica durante le indagini preliminari: la società Blusolar Pachino 1 avvia la procedura di Valutazione di incidenza ambientale
E’ in fase di definizione l’iter per un nuovo impianto agrivoltaico in contrada Carrubella, nell’area dove è stata scoperta una necropoli arcaica del VI secolo avanti Cristo. La società Blusolar Pachino 1 ha presentato all’Ufficio Lavori Pubblici e Urbanistica del Comune la richiesta per avviare la procedura di Valutazione di incidenza ambientale. Il progetto, che prevede la costruzione di un impianto dalla potenza di oltre 7 megawatt, dovrà superare una serie di verifiche per valutare il suo impatto sulle aree naturalistiche circostanti. L’impianto, infatti, pur non ricadendo direttamente nelle zone protette, si trova a breve distanza da diversi siti appartenenti alla Rete Natura 2000, a circa un chilometro dal Pantano Morghella e dalla Zona di Protezione Speciale che comprende i pantani della Sicilia sud-orientale.
Nello specifico, il progetto riguarda un impianto agrivoltaico, che consente la coesistenza tra produzione energetica e attività agricola. Proprio durante le verifiche preliminari nell’area di Carrubella, è stata scoperta (già nel 2023) una necropoli di epoca arcaica, del VI secolo avanti Cristo. Una scoperta di notevole rilevanza storica e culturale, i cui dettagli sono stati diffusi solo molto tempo dopo, grazie ad una iniziativa del circolo “Capo Pachino” di Italia Nostra, guidato dallo storico Nello Lupo. La lunga campagna di scavi, durata un anno, è stata coordinata dalla Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa. La campagna di scavi per la verifica del sottosuolo, condotta con estrema cautela dagli archeologi, ha dato risultati positivi sin dai primi saggi. Quello che è merso dalla necropoli di Carrubella, al momento, in un’area che si estende per 150 metri quadri sono 22 sepolcri che risalgono al periodo arcaico, riemersi dal sottosuolo a profondità che variano da 1 metro e 20 centimetri a quasi 2 metri.
Le tombe sono scavate nella tefrite, una terra vulcanica, e sono di forma ellittica, rettangolare e quadrangolare. Alcune con corredo, con vasi e metalli. E non sarebbe tutto: la necropoli è certamente più estesa, stando ai rilievi effettuati, ma gli scavi sono stati conclusi per carenza di finanziamenti. La riservatezza attorno alla scoperta non l’ha salvaguardata da quale incursione di tombaroli: subito dopo il primo scavo, e nonostante tutte le cautele e la riservatezza utilizzata dal team supervisionato dalla Soprintendenza di Siracusa, sono stati registrati anche i primi assalti che hanno causato vari danni rendendo più complesso il lavoro di ricerca, raccolta e catalogazione da parte delle archeologhe. La tutela della necropoli, infatti, è ora la priorità degli studiosi e delle autorità locali.







