L’assessore Lorefice annuncia gli aumenti: “Adeguamento alla media nazionale”. Sconto 50% nei mesi invernali per favorire la destagionalizzazione turistica
L’amministrazione comunale ha deliberato l’aumento delle tariffe dell’imposta di soggiorno. Introdotta da quasi un decennio, è una imposta a carico degli ospiti delle strutture ricettive che dimorano nel territorio.
L’imposta riguarda campeggi, aziende agrituristiche, aree attrezzate per la sosta temporanea, bed & breakfast, case vacanze, case ed appartamenti per vacanze, case ed appartamenti per ferie, esercizi di affittacamere, residenze turistico-alberghiere, alberghi, villaggi turistici, ostelli, alloggi vacanze, immobili occasionalmente utilizzati per fini turistici ricettivi, alloggi rurali e destinati all’ittiturismo.
Viene calcolata per ogni giorno di pernottamento fino ad un massimo di 5 giorni e commisurata alla tipologia delle strutture ricettive.
Ecco come cambiano le tariffe: 1,50 euro a 2,50 euro per strutture alberghiere ad 1 e 2 stelle; da 2 euro a 3 euro per strutture alberghiere a 3 e 4 stelle e 2,50 euro a 5 euro per i 5 stelle.
Per tutte le strutture extra alberghiere (b&b, affittacamere, agriturismi) passa da 1,50 euro a 3 euro, comprese le strutture all’aria aperta (campeggi, aree di sosta). Per favorire la destagionalizzazione la giunta ha confermato la scelta presa in precedenza che nei mesi di gennaio, febbraio e novembre gli importi saranno ridotti del 50%.
«Una decisione – ha dichiarato l’assessore al Turismo, Salvatore Lorefice – che abbiamo preso assieme all’assessore al Bilancio (Ivana Rabbito). Lo considero un atto fondamentale, poiché abbiamo adeguato gli importi alla media delle altre città e al tenore di vita, che è indubbiamente cresciuto. Sono somme vincolate allo sviluppo del turismo nel nostro territorio, e le indirizzeremo ad uno sviluppo sostenibile».







