Il movimento si schiera contro il riarmo europeo, la guerra e la violazione dei diritti umani: “Serve una nuova visione del mondo fondata sulla pace”
Sinistra Futura Nazionale ha annunciato la propria adesione alla manifestazione “Stop ReArm Europe”, in programma sabato 21 giugno a Roma. Con una nota diffusa alla stampa, il movimento ha espresso una posizione netta contro il riarmo europeo, la guerra e le politiche che violano i diritti umani.
«Lo stato di guerra che uccide bambini, donne, uomini inermi è sempre più pervasivo e vicino a una condizione di normalità», si legge nel comunicato, che prosegue denunciando «gli omicidi di stato, questa mentalità che usa armi e distrugge ospedali, vite, scuole anziché costruire e assicurare la pace e il benessere dei popoli».
La partecipazione alla manifestazione è motivata da una presa di posizione chiara contro i conflitti attualmente in corso nel mondo. «Non possiamo assistere inerti a quanto avviene a Gaza, in Iran, in Ucraina e nel mondo e non sentirci conniventi nel tacere e nel non esserci con l’azione politica», prosegue il documento.
Nel testo, Sinistra Futura esprime anche perplessità verso la posizione di altre forze politiche. «Non capiamo le titubanze di troppi partiti di sinistra contro il riarmo europeo. Non capiamo il loro silenzio di fronte alle politiche genocidarie a Gaza, non capiamo queste coscienze che si dicono di Sinistra e parlano e sostengono politiche di destra».
Secondo quanto riportato nella nota, la manifestazione rappresenta «l’espressione di un percorso di consapevolezza che cambia la nostra visione del mondo e della presenza del pacifismo». Una trasformazione che, nella visione del movimento, è necessaria per la costruzione di una nuova sinistra impegnata nei problemi quotidiani dei cittadini, nel lavoro, nella tutela dell’ambiente, dei diritti, della legalità e dell’eguaglianza.
«Sinistra Futura è contro la guerra, contro il riarmo, contro la continua violazione dei diritti umani, contro il genocidio dei popoli e i massacri perpetrati nell’uso omicida del potere», si legge ancora, con un chiaro riferimento alla «carneficina di Gaza» e agli altri scenari di guerra aperti nel mondo.
La conclusione del comunicato ribadisce l’impegno alla partecipazione attiva: «Noi saremo in piazza a Roma e ci saremo in ogni piazza dove si difenda la pace come condizione normale di vita e il diritto degli uomini ad avere una vita degna e libera».







