Il deputato M5S alla riunione straordinaria della Commissione Territorio e Ambiente. “Popolazione e sindaci abbandonati. Si ripensi il sistema dei controlli e delle autorizzazioni”
“Basta casi Ecomac. Si metta in piedi un’unità di crisi permanente che, in caso di incidente, si attivi con immediatezza”. È la richiesta del deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Carlo Gilistro, che questa mattina ha partecipato ad Augusta alla riunione straordinaria della Commissione Territorio ed Ambiente dell’Ars, convocata dopo il grave incendio del 5 luglio.
Gilistro: “Sistema di controllo fallimentare, ritardi inaccettabili”
“La crisi ambientale dovuta all’incendio Ecomac ha mostrato tutti i limiti dell’attuale sistema di controllo e coordinamento delle emergenze,” ha dichiarato Gilistro. “Sono mancate decisioni e comunicazioni tempestive, con la popolazione ed i sindaci abbandonati a loro stessi, sotto ad una nuvola nera ed a volumi di diossina che solo giorni dopo abbiamo saputo essere molto sopra soglia.”
Il deputato M5S, che ha già incontrato il Prefetto e depositato un’interrogazione e un esposto sulla vicenda, ha ribadito la necessità di istituire una unità di crisi permanente e immediatamente attivabile, per garantire una comunicazione tempestiva a cittadini, sindaci e media in caso di emergenze ambientali.
Le richieste alla regione: autorizzazioni, controlli e screening sanitari
Gilistro ha presentato una serie di sollecitazioni all’assessore regionale ai Servizi, Colianni. “Questo governo regionale,” ha affermato, “deve ripensare il sistema delle autorizzazioni a simili impianti di trattamento rifiuti, che non possono sorgere nei pressi di centri abitati o stabilimenti produttivi ad alto rischio”.
Il deputato si è inoltre interrogato sulle prescrizioni imposte all’azienda dopo il primo incendio del 2022: “Sono state rispettate? Questo è un altro aspetto su cui chi di dovere farà prontamente luce”.
Infine, Gilistro ha chiesto alla Regione di:
- Potenziare i sistemi di monitoraggio, criticando i troppi giorni attesi per avere i primi dati.
- Valutare screening di suolo, aria e falde acquifere in tutti i comuni del siracusano investiti dalla nube.
- Affrontare il tema delle conseguenze sanitarie, immediate e a lungo termine, su lavoratori e cittadini.
“Non possiamo più permettere,” ha concluso, “che il tema della sicurezza ambientale venga affrontato solo a posteriori. Serve un cambio di passo, con controlli stringenti e trasparenti”.












