Aggiornato al 29/07/2025 - 09:53
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Sicilia, Schifani richiama gli assessori: “Basta ritardi nell’attuazione delle leggi. Avete 30 giorni di tempo”

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Il presidente della Regione Siciliana fissa termine massimo di 30 giorni per i provvedimenti attuativi. Minacciata l’avocazione in caso di inadempienza

Se entro 30 giorni non ci saranno novità dal punto di vista dell’attività amministrativa, il presidente avocherà a se tutti gli incarichi. E’ stato un richiamo di fortissimo impatto quello lanciato dal Governatore siciliano Renato Schifani agli assessori del governo regionale, per porre fine ai ritardi sistematici nell’adozione dei provvedimenti attuativi delle leggi, una problematica che secondo il governatore danneggia i cittadini e frena lo sviluppo economico dell’isola.

La comunicazione, diffusa attraverso una nota ufficiale, evidenzia come l'”inaccettabile ritardo” nell’attuazione delle norme rappresenti un “nocumento per i cittadini” e rallenti “l’efficacia delle norme per lo sviluppo e l’economia” siciliana. Schifani ha stabilito regole precise per accelerare i tempi della macchina amministrativa regionale.

Il presidente ha esplicitamente invitato tutte le strutture regionali ad attenersi al “rigoroso rispetto dei termini previsti” dalle leggi, sollecitando quando possibile un’azione anticipata rispetto alle scadenze. Nel caso in cui i termini non fossero esplicitamente indicati dalla normativa, Schifani ha fissato un termine massimo di trenta giorni per l’adozione dei provvedimenti necessari.

La vera novità dell’intervento presidenziale risiede nella minaccia dell’uso dello strumento dell’avocazione. In caso di mancato rispetto dei tempi stabiliti, il presidente della Regione potrà avocare a sé le competenze degli assessori inadempienti, un’arma amministrativa che rappresenta una forte pressione politica sui componenti della giunta regionale.

Questa misura evidenzia la volontà di Schifani di imprimere una svolta all’efficienza dell’amministrazione regionale, superando quella che appare come una criticità strutturale del sistema burocratico siciliano.

Nella stessa comunicazione, il presidente ha chiesto agli assessori di approfondire i contenuti della Relazione della Corte dei Conti, sezione di controllo per la Regione Siciliana, relativa al sistema dei controlli interni negli anni 2022-2023. La magistratura contabile ha evidenziato diverse criticità nel funzionamento dell’apparato amministrativo regionale.

Schifani ha sollecitato l’attivazione di “ogni iniziativa utile” per superare definitivamente le problematiche rilevate dai magistrati contabili, dimostrando la volontà di allineare l’operato della Regione agli standard richiesti dagli organi di controllo.

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