Telecamere documentano auto e moto nell’area protetta. Polizia Locale identifica targhe
Una gita nel parco archeologico appena riqualificato, di giorno e di notte, ma direttamente con l’auto o con lo scooter. Ma non si erano resi conto delle telecamere del circuito di videosorveglianza.
Sono decine i mezzi “pizzicati” dalla polizia municipale che hanno violati i varchi del parco archeologico di contrada Cicogna. Automobilisti e motociclisti stanno utilizzando illegalmente le strade del sito, ignorando la segnaletica che vieta l’accesso e mettendo a rischio un patrimonio di valore storico e culturale.
Il sindaco, Rachele Rocca, ha reso noto che le immagini registrate mostrano veicoli che attraversano l’area come fosse una strada ordinaria, mentre alcuni motocicli utilizzano gli spazi per vere e proprie gare clandestine. Comportamenti che oltre a violare le norme rappresentano un pericolo concreto per la conservazione del sito archeologico.
Il primo danno è già visibile: una porzione di muro antico ha subito deterioramenti a causa del passaggio non autorizzato. L’episodio conferma i timori dell’amministrazione sulla necessità di proteggere un’area che ha richiesto anni di lavoro e investimenti per essere recuperata e valorizzata.
«Il sito era stato abbandonato al degrado per oltre dieci anni – ha proseguito Rachele Rocca – prima degli interventi di riqualificazione. Gli sforzi per restituire dignità e valore al luogo rischiano di essere vanificati da comportamenti irresponsabili».
L’intervento di recupero, effettuato pochi mesi fa, ha riguardato diversi aspetti della struttura che versava in condizioni di completo degrado. I muri perimetrali sono stati ricostruiti, mentre l’impianto di illuminazione è stato completamente reinstallato dopo anni di buio totale. Le strade interne al parco sono state pavimentate per la prima volta dalla sua realizzazione, mentre un’accurata opera di pulizia ha eliminato sterpaglie, canne ed erbacce che avevano invaso l’area.
Il finanziamento dell’opera è stato garantito attraverso il contributo straordinario di 150mila euro stanziato dalla Regione Siciliana con una norma che ha riconosciuto al Comune di Portopalo risorse aggiuntive per far fronte alle particolari difficoltà derivanti dal fenomeno migratorio che interessa il territorio.
Gli accessi non autorizzati al Parco Archeologico comportano responsabilità penali specifiche. Il Codice Penale prevede infatti sanzioni per il danneggiamento di beni archeologici e storici, reato che può comportare conseguenze severe per chi viene identificato.
La Polizia Locale sta procedendo all’identificazione dei veicoli attraverso l’analisi delle targhe registrate dalle telecamere del sistema di videosorveglianza.
«L’area è stata pensata come spazio di fruizione culturale e turistica per la comunità – è l’appello del sindaco- L’invito è a rispettare e proteggere un bene che appartiene a tutti i cittadini e che rappresenta una risorsa per lo sviluppo turistico del territorio».









