Aggiornato al 11/02/2026 - 09:32
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Sentenza

Pachino, Tar condanna il Comune a restituire 41 mila euro ad una impresa

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Accolto ricorso per rimborso contributi urbanizzazione su permessi decaduti.

Il Tar di Catania ha condannato il Comune di Pachino a restituire 41 mila euro alla società GGP srl, attualmente in liquidazione. La somma è riferita ai contributi per opere di urbanizzazione versati dall’impresa in relazione a tre permessi di costruire successivamente decaduti per mancata realizzazione dei lavori.

La sentenza, dello scorso dicembre, accoglie integralmente il ricorso presentato dalla società, rappresentata dall’avvocato Giacomo Guarino contro il Comune di Pachino, che non si è costituito in giudizio.

La vicenda risale al 2007, quando l’impresa GGP ottenne il primo permesso di costruire. Per questa autorizzazione la società versò al Comune oltre 41 mila euro a titolo di contributo per le opere di urbanizzazione.

Il permesso venne poi rinnovato due volte, nel 2014 e nel 2018, alle medesime condizioni. Nel gennaio 2022 la società chiese un ulteriore rinnovo, ma il Comune negò la richiesta dichiarando la decadenza dei titoli edilizi.

La società impugnò il provvedimento con ricorso straordinario al Presidente della Regione, che però confermò la decisione comunale. A giugno giugno 2025, la società chiese formalmente al Comune il rimborso di quanto versato, senza ottenere risposta.

Il Tribunale amministrativo ha riconosciuto la fondatezza del ricorso. Nel merito, i giudici hanno spiegato che gli oneri di urbanizzazione servono a contribuire alle spese che la collettività deve sostenere per le opere necessarie. Il contributo è quindi legato all’aumento del carico urbanistico e rappresenta la compartecipazione del privato alla spesa pubblica. Ne deriva che quando l’intervento autorizzato non viene realizzato, il contributo non è più dovuto e, se già versato, deve essere restituito. La società, infatti, non si è avvalsa delle facoltà edificatorie, rendendo dovuta la restituzione dell’intero importo versato.

Oltre alla restituzione della somma principale con gli interessi, il Comune di Pachino è stato condannato al pagamento delle spese legali, quantificate in 1500 euro.

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