siracusapress.it
Riserva

Quote di genere, la Brigata Rosa: “Sicilia non più ultima, ma attenzione ai tranelli”

siracusapress.it

condividi news

Il collettivo femminista esulta con riserva per la norma approvata all’ARS: “Non chiamatele quote rosa, è democrazia”. Poi la stoccata locale: “Comune di Siracusa arretrato nonostante la sua storia”

«Sembrava difficile, se non impossibile». Inizia così la nota diffusa da La Brigata Rosa – Siracusa, che accoglie con soddisfazione, ma con gli occhi ben aperti, l’approvazione della norma sul riequilibrio di genere nelle giunte comunali da parte dell’ARS. Fino a ieri, la Sicilia condivideva con il Friuli Venezia Giulia un triste primato: era l’unica regione senza una legge che garantisse un’equilibrata rappresentanza femminile nei governi locali.

Il risultato è arrivato grazie a quella che il collettivo definisce «un’alleanza inedita, e per questo ancora più bella, delle deputate regionali di tutti gli schieramenti», supportata dalla mobilitazione di tante donne in tutta l’Isola. Finalmente la normativa siciliana si adegua, introducendo la soglia del 40% per il genere meno rappresentato.

La Brigata Rosa tiene a precisare il vocabolario politico della vittoria: «Non chiamatele quote rosa: sono il riconoscimento che al mondo esistono uomini e donne, e che la democrazia è monca se un genere, quello maschile, è sovrarappresentato, mentre le competenze femminili vengono ignorate».

Tuttavia, non è ancora il momento di abbassare la guardia. Il gruppo sottolinea come la norma sia inserita in un disegno di legge sugli Enti Locali più ampio, che non è stato ancora approvato nella sua interezza. «Il pericolo che venga affossata, visto l’esito delle ultime votazioni a scrutinio segreto, è elevato», avvertono le attiviste.

C’è poi il timore delle “scuse” future per non applicarla:

«Dovremo mantenere la calma di fronte alle penose giustificazioni – come quella che le donne non si avvicinano alla politica per conciliare famiglia e lavoro, come se fosse affar solo loro – e alla falsa indignazione di chi ci spiegherà che dobbiamo affermarci perché “brave” e non per legge. Perché, come è noto, di competenti, rigorosamente maschi, sono pieni tutti i luoghi del potere».

La nota si chiude con un attacco diretto all’amministrazione locale. «Tutto questo vale anche per il Comune di Siracusa – conclude la Brigata Rosa – che, contro la sua storia di donne importanti, è sicuramente uno dei più arretrati su questo versante. Siamo qui anche per questo».

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni