Gli automezzi refrigerati trasportavano il pesce, privo di qualsiasi documentazione sulla provenienza e sulla zona di cattura, in tutta la costa orientale
Oltre mezza tonnellata di pesce senza documenti, sequestrati dalla Guardia di Finanza nello Stretto di Messina. La Stazione Navale delle Fiamme Gialle ha fermato due aziende del settore ittico sorprese a trasportare prodotti ittici privi di qualsiasi certificazione sulla provenienza: nessuna indicazione sulla zona di pesca, nessun riferimento all’operatore che aveva effettuato il pescato.
I mezzi coinvolti erano automezzi refrigerati che circolavano prevalentemente nelle ore notturne lungo le arterie che collegano il mare ai centri urbani, in prossimità di porti e punti di approdo. Un dettaglio non secondario: i furgoni riportavano chiaramente i loghi di aziende ittiche specializzate nel trasporto e nella distribuzione sul versante orientale della Sicilia, una scelta che, secondo gli investigatori, serviva proprio a mimetizzarsi nel traffico ordinario del settore e a eludere i controlli sulla filiera sommersa.
Ai responsabili sono state notificate sanzioni amministrative. Parallelamente, la componente territoriale della Guardia di Finanza ha avviato accertamenti sulla posizione fiscale delle società coinvolte.
Il pesce sequestrato è stato dichiarato idoneo al consumo umano dal competente servizio sanitario e consegnato a enti caritatevoli e associazioni di beneficenza attivi nell’area messinese.







