Il capitano Gianluca Vinci ha condiviso la Coppa Italia con i giovani atleti. Momento da brividi con Amedeo Crippa, che aveva sollevato lo stesso trofeo 47 anni prima con il Siracusa Calcio
Lo sport siracusano si unisce nel segno della solidarietà e della condivisione. La Teamnetwork Albatro ha scelto di celebrare il proprio trionfo in Coppa Italia in un modo speciale, portando il prestigioso trofeo sul campo di allenamento dei ragazzi di Inclusione in movimento – Siracusa for inclusion.
L’incontro si è svolto all’interno degli spazi della Fondazione Sant’Angela Merici, trasformandosi in una vera e propria festa dello sport senza barriere.
A guidare la delegazione della pallamano siracusana è stato il capitano Gianluca Vinci, che ha mostrato e fatto toccare con mano la Coppa ai giovani atleti del progetto. Forza, impegno, sorrisi e sogni si sono mescolati in un pomeriggio indimenticabile per una realtà inclusiva che, proprio come la Teamnetwork Albatro, porta in alto il nome della città di Siracusa a livello nazionale.
La società sportiva ha voluto ribadire la propria vicinanza ai ragazzi, lanciando un messaggio di forte incoraggiamento in vista dei prossimi impegni agonistici: il 28 marzo, infatti, la squadra di Inclusione in movimento scenderà in campo a Palermo per giocarsi il fondamentale accesso alla fase finale del proprio campionato. «Saremo con loro», è la promessa arrivata dai vertici dell’Albatro.
La giornata alla Sant’Angela Merici ha regalato anche un momento di profonda commozione, capace di unire due epoche gloriose dello sport cittadino.
La Coppa Italia della Teamnetwork Albatro è stata sollevata al cielo da un ospite d’eccezione: Amedeo Crippa. Un gesto dal fortissimo valore simbolico, poiché l’ex bandiera azzurra alzò al cielo lo stesso trofeo (la Coppa Italia Semiprofessionisti) esattamente 47 anni fa, nel 1979, indossando la fascia di capitano del glorioso Siracusa Calcio.







