Dagli atti e dalle intercettazioni non emerge alcuna prova che il direttore generale dell’Asp abbia favorito la Dussmann Service nella gara per i servizi di ausiliariato, né che abbia concluso un patto illecito con i soggetti che cercavano di influenzarlo.
Il Tribunale del Riesame di Palermo ha respinto l’appello della procura e confermato che Alessandro Caltagirone, 54 anni, palermitano, già commissario straordinario e poi direttore generale dell’ASP di Siracusa, non ha commesso il reato di corruzione che gli veniva contestato nell’ambito della gara per i servizi di ausiliariato dell’azienda sanitaria siracusana.
La vicenda ruotava attorno alla gara bandita dall’ASP di Siracusa per l’affidamento dei servizi di ausiliariato e reception, alla quale aveva partecipato tra le altre la Dussmann Service. Secondo la tesi accusatoria, Caltagirone avrebbe accettato di favorire l’aggiudicazione alla Dussmann in cambio di utilità varie, attraverso una rete di intermediari che faceva capo all’ex presidente della Regione, Totò Cuffaro e Francesco Saverio Romano. Entrambi avrebbero svolto un ruolo di raccordo tra il dirigente e i rappresentanti dell’azienda, Mauro Marchese e Marco Dammone.
Le intercettazioni acquisite nell’indagine dipingono un quadro nel quale imprenditori e intermediari politici lavoravano attivamente per avvicinarsi a Caltagirone. Ma i giudici del Riesame hanno rilevato come, proprio da quelle stesse conversazioni, emerga qualcosa di opposto a quanto sostenuto dalla procura: il direttore generale veniva descritto dagli stessi interlocutori come estremamente riservato, incapace di sbilanciarsi e restio a qualsiasi impegno. In tutti gli incontri documentati dagli inquirenti, Caltagirone aveva chiuso rapidamente i colloqui ogniqualvolta veniva sollevato il tema della gara, senza mai formulare promesse né manifestare disponibilità a condizionarne l’esito.
“Questa ordinanza – spiegano gli avvocati difensori di Caltagirone, Giuseppe Seminara e Pietro Canzoneri – ristabilisce la verità dei fatti. Il comportamento del dottor Caltagirone è stato sempre integerrimo. Non ha mai ceduto ad alcuna pressione né mostrato disponibilità a favorire interessi privati».







