Aggiornato al 23/04/2026 - 12:18
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Giudizio

Pachino, Stalking e minacce al sindaco, dipendente comunale rinviato a giudizio

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Il Tribunale di Siracusa ha rinviato a giudizio l’ex dipendente comunale accusato di atti persecutori e minacce nei confronti del sindaco Giuseppe Gambuzza. Udienza il 2 luglio 2026.

E’ stato rinviato a giudizio il dipendente comunale accusato di atti persecutori e minacce nei confronti del sindaco Giuseppe Gambuzza. L’udienza preliminare si è tenuta davanti al GUP Simone De Martino e si è conclusa con il rinvio a giudizio dell’imputato. La prossima udienza è fissata per il 2 luglio 2026, davanti alla Sezione Penale in composizione monocratica.

Nel corso dell’udienza sono state ammesse come parti civili sia il Comune di Pachino, rappresentato dall’avvocato Mario Giuffrida, sia il sindaco Gambuzza, difeso dall’avvocato Giuseppe Gurrieri. L’ammissione riconosce formalmente la loro posizione di soggetti danneggiati, con il diritto di partecipare attivamente al procedimento. L’imputato ha reso dichiarazioni spontanee durante l’udienza, il cui contenuto non è stato reso pubblico in ragione del rito camerale con cui si è svolta.

Il dipendente era stato raggiunto da un’ordinanza di applicazione di misura cautelare per dei fatti che sono successi a partire dal periodo estivo, a seguiti di una serie di messaggi inviati al sindaco su WhatsApp, scritti e vocali dove venivo, in cui Gambuzza veniva ingiuriato. La situazione è degenerata al punto che per il dipendente è stato disposto il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinamento al sindaco entro i 500 metri.

Il rinvio a giudizio indica che il giudice ha ritenuto sussistenti ragioni giuridiche sufficienti a sostenere l’accusa e a giustificare un accertamento dibattimentale delle responsabilità penali. Non si tratta di una condanna, ma di un passaggio processuale che apre la fase del giudizio vero e proprio.

Gli avvocati Gurrieri e Giuffrida hanno espresso soddisfazione per l’accoglimento delle istanze di parte civile, ribadendo l’impegno a tutelare i diritti e la sicurezza delle istituzioni locali e di chi le rappresenta, in particolare nei casi in cui viene messa a rischio la serenità personale e istituzionale di un amministratore pubblico.

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