Nella notte tra il 3 e il 4 maggio ignoti hanno imbrattato il muro del piazzale di via Cirinnà, davanti al primo istituto comprensivo conosciuto come “i scoli viecci”
Nella notte tra il 3 e il 4 maggio ignoti hanno imbrattato con scritte e graffiti il muro del piazzale di via Cirinnà, sul fronte esterno del primo istituto comprensivo “Silvio Pellico” a tutti noto come “i scoli viecci”. L’episodio ha suscitato la reazione immediata del sindaco Giuseppe Gambuzza, che non ha usato mezzi termini nel commentare quanto accaduto.
«Vergogna», ha scritto il primo cittadino, aggiungendo di essere «veramente indignato» e chiedendosi come possano esistere persone che definisce «così inutili per la società». Parole dure, che riflettono lo sconforto di chi si trova a fare i conti con episodi che colpiscono un edificio scolastico, luogo pubblico per eccellenza e patrimonio dell’intera comunità.
Non è la prima volta che scuole e spazi comuni diventano bersaglio di atti di questo tipo, e la reazione del sindaco segnala quanto il tema sia sentito anche a livello istituzionale. Imbrattare i muri di una scuola non è un gesto innocuo: comporta costi di ripristino a carico della collettività e manda un segnale negativo proprio negli spazi dedicati alla formazione dei più giovani.
Al momento non risultano fermi né identificazioni da parte delle forze dell’ordine in merito all’accaduto.







