L’istituto superiore di Pachino avvia un ciclo di sei seminari formativi rivolti ai docenti, con l’obiettivo di accompagnare il passaggio da una didattica pensata per i casi particolari a un modello che mette al centro il benessere di tutti gli studenti e degli stessi insegnanti.
Un progetto formativo per i docenti che si sviluppa lungo tutto il mese di maggio 2026, articolato in sei seminari per un totale di quindici ore. L’iniziativa partirà oggi ed è organizzata dall’istituto superiore “Paolo Calleri”.
Il titolo scelto, “Dalla didattica inclusiva alla didattica universale: strategie per la scuola del benessere”, dice già molto sulla direzione del percorso: non si tratta di aggiornamento tradizionale, ma di un tentativo concreto di cambiare il modo in cui si pensa e si pratica l’insegnamento quotidiano.
Il punto di partenza è una constatazione che chi lavora nelle scuole conosce bene: la fragilità, nelle classi di oggi, non è l’eccezione. Difficoltà emotive, relazionali, cognitive e sociali attraversano in forme diverse quasi tutti gli studenti, e spesso anche i docenti si trovano a dover gestire situazioni di disagio per le quali non si sentono attrezzati. Il progetto nascerà da questa realtà e cercherà di risponderle con un approccio che integra pedagogia, psicologia e metodologia didattica, coinvolgendo anche i servizi territoriali come interlocutori attivi e non come semplici appendici del sistema scolastico.
Il primo appuntamento è fissato per oggi, giovedì 7 maggio, con un focus sulle fragilità educative e il ruolo dei servizi sociali. Interverranno i Comuni di Pachino e Rosolini, con la dottoressa Maria Incatasciato per il primo e le dottoresse Santina Amato e Dorotea Lisitano per il secondo, e la dirigente psicologa Rita Lo Presti del Consultorio familiare di Noto dell’Asp, che affronterà il tema del disagio giovanile e del sostegno alla genitorialità.
Il 9 maggio sarà il turno della riflessione sul sistema integrato di inclusione, con lo psicoterapeuta Antonio Giannone, che guiderà i docenti attraverso le novità introdotte dal decreto legislativo 62 del 2024, sottolineando quanto sia necessaria una collaborazione strutturata tra scuola, famiglia e servizi.
Il 16 maggio, Dario Ianes e Benedetta Zagni porteranno le basi pedagogiche dell’Universal Design for Learning, un approccio che non adatterà la didattica al singolo studente in difficoltà ma la progetterà fin dall’inizio in modo da essere accessibile a tutti.
Il 20 maggio si parlerà di benessere dei docenti e prevenzione del burnout, con Antonio Giannone che proporrà strategie di autoregolazione e gestione dello stress pensate specificamente per chi lavora ogni giorno in contesti educativi complessi.
Le ultime due sessioni, entrambe il 27 maggio, chiuderanno il ciclo con un momento dedicato alle metodologie e alla didattica operativa, guidato dalla professoressa Beatrice Pizzo, esperta in tecniche di apprendimento dell’italiano come lingua seconda per studenti stranieri, e con una sessione finale di restituzione collettiva animata dalle pedagogiste Rossella Micieli e Concetta Zini. I materiali prodotti dai gruppi di lavoro saranno raccolti negli atti del convegno conclusivo.
«L’obiettivo – ha dichiarato la dirigente scolastica, Barbara Nanè – è duplice: promuovere l’inclusione e favorire il percorso formativo degli studenti, riducendo i rischi di dispersione scolastica, e allo stesso tempo fornire ai docenti competenze e strumenti operativi concreti da applicare nella pratica quotidiana. L’intento è quello di rendere il lavoro educativo più consapevole e sostenibile, attraverso la costruzione di collaborazioni formative con i servizi sociali e con il consultorio familiare, basate su una conoscenza reciproca più approfondita delle rispettive competenze, dei limiti e delle possibilità di intervento di ciascun servizio».








