Aggiornato al 14/05/2026 - 16:07
siracusapress.it
Conservazione

Portopalo, Isola di Capo Passero, al via la consultazione pubblica sulle misure di conservazione

siracusapress.it

condividi news

La Regione ha avviato la consultazione pubblica per aggiornare gli obiettivi e le misure di conservazione del sito Natura 2000: cittadini, enti e associazioni hanno 30 giorni di tempo per inviare osservazioni.

Il Dipartimento dell’Ambiente della Regione ha avviato una consultazione pubblica sugli obiettivi e le misure di conservazione dell’Isola di Capo Passero, nel territorio di Portopalo, in provincia di Siracusa, che rientra nei siti Natura 2000. Cittadini, enti locali, associazioni e operatori del settore hanno 30 giorni di tempo per inviare osservazioni alla Regione. 

La procedura nasce da una contestazione europea. Nel gennaio 2019 la Commissione Europea aveva avviato una messa in mora nell’ambito della procedura di infrazione 2015/2163, relativa alla definizione non corretta degli obiettivi e delle misure di conservazione delle Zone Speciali di Conservazione italiane. La Sicilia, come le altre regioni italiane, è chiamata a rispondere aggiornando i propri piani di gestione in accordo con quanto indicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il sito di Capo Passero aveva già un Piano di Gestione approvato nel 2016, ed era stato designato come Zona Speciale di Conservazione nel dicembre 2017 e come Zona di Protezione Speciale nel 2024. L’aggiornamento ora in consultazione serve a rendere più precisi e rispondenti ai criteri europei gli obiettivi di conservazione e le misure operative previste per ciascun habitat e ciascuna specie presente nell’area.

Il documento messo a disposizione del pubblico elenca in dettaglio le misure previste per tutti gli habitat costieri e terrestri censiti nell’isola. Per le scogliere con vegetazione mediterranea e per le diverse tipologie di dune — mobili embrionali, dune bianche con Ammophila arenaria, dune fisse e dune con prati — sono previsti divieti di nuovi stabilimenti balneari, di concessioni stagionali, di pulizia meccanica dell’arenile, di campeggio, di accensione di fuochi e di svolgimento di eventi all’aperto. Per gli habitat terrestri come gli arbusteti termo-mediterranei e le formazioni a graminacee, si aggiungono vincoli sulla conversione e sulla riduzione delle superfici.

Tra le specie per cui sono previste misure specifiche figura anche il Brachytrupes megacephalus, un grillo delle dune di interesse comunitario, per il quale sono stabiliti divieti analoghi a quelli degli habitat costieri e un programma di studio della popolazione.

Sul piano trasversale, le misure prevedono monitoraggi annuali dell’avifauna migratoria e stanziale, indagini sulla presenza di specie aliene, campagne di educazione ambientale rivolte alle scuole e ai cittadini, cartellonistica informativa agli accessi principali dell’area e la regolamentazione delle modalità di fruizione pubblica del sito, incluso l’obbligo del guinzaglio per i cani e il divieto di bivacco al di fuori delle aree attrezzate.

Il divieto di caccia è esteso all’intero sito, così come il divieto di asportare tronchi spiaggiati e accumuli di alghe e detriti organici, elementi che svolgono una funzione ecologica importante per la fauna delle dune.

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni