Alex Ollé: «Mettere in scena oggi I Persiani significa restituire vitalità a un classico che continua a parlare al presente»
Con queste parole il regista Alex Ollé racconta la sua lettura contemporanea dell’I Persiani, trasformata in una riflessione potente sui conflitti moderni, sulle tensioni geopolitiche e sull’illusione del potere eterno.
Il regista catalano Alex Ollé racconta la sua visione dei Persiani di Eschilo al Teatro Greco di Siracusa per la stagione INDA 2026. Un coro diviso tra sostenitori del regime e voci critiche, testimonianze reali di guerra che emergono dal pubblico e la riflessione sull’illusione del potere perpetuo
Secondo Ollé, la tragedia di Eschilo continua a interrogare la coscienza collettiva anche a quasi 2500 anni dalla sua scrittura, perché affronta temi universali e drammaticamente attuali: guerre, leadership, propaganda e fragilità dei sistemi politici.
Al centro della rilettura scenica ci sono Atossa e Serse, figure che incarnano «la volontà di prolungare l’egemonia imperiale oltre i limiti del proprio tempo», in una tensione che — spiega il regista — contiene già il seme della rovina.
La regia rompe inoltre la tradizionale unità del coro, trasformandolo in una sorta di assemblea contemporanea attraversata da divisioni interne: da un lato i sostenitori del potere, dall’altro le voci critiche.
«Il coro diventa uno spazio di confronto tra punti di vista differenti — osserva Ollé — ma resta comunque condizionato dalla necessità di preservare la stabilità del sistema». Un meccanismo che, secondo il regista, richiama da vicino molte dinamiche della politica contemporanea: «Forse oggi siamo più vicini alla Persia di Atossa e Serse che all’Atene di Pericle».
La messa in scena introduce anche personaggi estranei al testo originale che emergono direttamente dal pubblico portando testimonianze ispirate a esperienze reali di guerra. Una scelta che punta a dare voce alle conseguenze invisibili dei conflitti e al dolore individuale spesso cancellato dalla narrazione ufficiale.
«Queste voci anonime collegano la tragedia antica alle urgenze contemporanee», conclude Ollé, restituendo all’opera la sua funzione originaria di strumento educativo e politico capace ancora oggi di interrogare il presente.
I Persiani di Eschilo
Regia Alex Ollé
Collaboratore alla regia Ramon Simo Vines
Traduzione Walter Lapini
Scene Alfons Flores
Costumi Lluc Castells
Musiche Josep Sanou
Disegno luci Marco Filibeck
Video Joan Rodon
Responsabili del coro Elena Polic Greco e Simonetta Cartia
Assistente scenografo Sarah Bernardy
Assistente ai costumi Aleix Garcia
Assistente volontaria Ludovica Garofani
Direttore di scena Giuseppe Coniglio
Personaggi
Atossa Anna Bonaiuto
Messaggero Giuseppe Sartori
Ombra di Dario Alessio Boni
Serse Massimo Nicolini
Capo coro Marco Maria Casazza
Oppositore 1- Politico Francesco Migliaccio
Oppositore 2- Politico Elena Polic Greco
Oppositore 3- Militare Antonello Cossia
Oppositore 4/ Generale-Militare Fabrizio Bordignon
Oppositore 5-Politico Michele Cipriani
Sostenitore 1/Politico Francesco Biscione
Sostenitore 2/Politico Rosario Tedesco
Sostenitore 3/Politico Nicola Bortolotti
Sostenitore 4/Militare Stefano Quatrosi
Sostenitore 5/Generale-Militare Giovanni Nardoni
Sostenitore 6/Militare Rosario Campisi
Testimone/ Madre Simonetta Cartia
Testimone/Giovane donna Virginia Giannone ( cover: Margherita Cinardi)
Testimone/Soldato Gabriele Antonio Esposito
Accademia d’Arte del dramma Antico. Sezione Giusto Monaco
Assistenti Messaggero Lorenzo Patella, Tommaso Quadrella
Coro donne Arianna Angioli, Carla Bongiovanni(cameriera),
Margherita Cinardi, Alessandra Giovannetti,
Gaia Lerda, Giulia Maroni, Maria Rita Sofia Di Stasio
(segretario politici), Francesca Totti (segretario militari)
Coro uomini Samuele Cannoni, Samuele Ingrosso,
Salvatore Mancuso, Riccardo Massone,
Lorenzo Patella, Tommaso Quadrella,
Daniele Sardelli (cameriere), Adriano Spera










