Aggiornato al 20/05/2026 - 14:59
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Educazione

Sicilia, Un milione di euro dalla Regione per insegnare ai minori a usare il web in modo sicuro

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L’assessorato della Famiglia ha pubblicato un avviso che divide le risorse in due aree territoriali da 500 mila euro ciascuna, destinato a partenariati tra enti del Terzo settore, università e soggetti pubblici. Domande entro il 15 giugno.

La Regione Siciliana mette a disposizione un milione di euro per finanziare progetti di alfabetizzazione mediatica e digitale rivolti ai minori. L’assessorato della Famiglia, politiche sociali e lavoro ha pubblicato un avviso pubblico per sostenere iniziative che promuovano un uso consapevole e sicuro degli strumenti tecnologici da parte dei più giovani, con attenzione particolare alla prevenzione dell’esposizione a contenuti violenti e pornografici e ai fenomeni di disagio online come il cyberbullismo e le dipendenze digitali.

Le risorse sono ripartite in due aree geografiche da 500 mila euro ciascuna. La prima riguarda le province della Sicilia centro-occidentale, ovvero Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani. La seconda copre le province della Sicilia orientale: Catania, Messina, Ragusa e Siracusa.

Possono partecipare partenariati composti da enti del Terzo settore, università, enti pubblici e altri soggetti con comprovata esperienza nei campi della comunicazione, dell’educazione digitale e della prevenzione dei reati informatici. I progetti dovranno includere percorsi educativi e formativi destinati ai ragazzi tra i 6 e i 17 anni, azioni di prevenzione dei rischi online, attività di sensibilizzazione rivolte alle famiglie e alle comunità educanti, e iniziative volte a rafforzare la consapevolezza nell’uso delle piattaforme digitali. Le proposte devono essere trasmesse esclusivamente tramite posta elettronica certificata entro il 15 giugno 2026.

“Con questo intervento la Regione Siciliana investe sul futuro dei nostri ragazzi e sulla costruzione di una cultura digitale responsabile”, ha dichiarato l’assessore Nuccia Albano. “Oggi educare all’uso corretto della rete significa proteggere i minori, prevenire fenomeni come cyberbullismo, dipendenze digitali e isolamento sociale, ma anche offrire strumenti di crescita, partecipazione e cittadinanza attiva. Vogliamo sostenere percorsi concreti che coinvolgano famiglie, scuole, enti locali e Terzo settore, creando una rete educativa capace di accompagnare i giovani nell’utilizzo consapevole delle tecnologie.”

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