L’amministratore delegato Musso: “Aree industriali esistenti possono diventare asset strategici per il futuro energetico italiano”
Irem spa ha partecipato all’incontro “Il ruolo dell’idrogeno verde nei sistemi energetici: produzione, integrazione e impatto territoriale”, ospitato dall’Università degli Studi di Palermo e dedicato alle prospettive di sviluppo della filiera dell’idrogeno rinnovabile in Italia e nel Mediterraneo.
Tra i relatori dell’evento anche Giovanni Musso, amministratore delegato di Irem, che ha illustrato agli studenti della facoltà di Ingegneria dell’Università di Palermo il percorso intrapreso dall’azienda nel campo della transizione energetica e lo stato di avanzamento del progetto H2-SR, sviluppato insieme a Res Integra società del gruppo nell’ambito del programma nazionale Hydrogen Valley finanziato dal PNRR attraverso il bando della Regione Siciliana.
Il progetto prevede la realizzazione a Priolo Gargallo di un impianto per la produzione di idrogeno verde alimentato da energia rinnovabile proveniente da un impianto fotovoltaico dedicato. L’iniziativa sorgerà all’interno di un’area industriale dismessa e rappresenta uno dei principali progetti legati all’idrogeno in Sicilia.
“Per IREM la transizione energetica non è un concetto teorico ma un percorso industriale già avviato – ha dichiarato Musso –. Negli ultimi anni abbiamo progressivamente orientato una parte crescente delle nostre attività verso progetti legati alla sostenibilità ambientale, all’elettrificazione dei processi e alla decarbonizzazione dell’industria. L’idrogeno verde rappresenta una delle tecnologie più promettenti per accompagnare questa trasformazione”.
Nel corso dell’incontro Musso ha evidenziato come il progetto H2-SR rappresenti un esempio concreto di riconversione industriale e innovazione tecnologica. Particolare attenzione ha dedicato a percorso ESG intrapreso dall’azienda e gli investimenti che l’azienda sta effettuando nella promozione del personale con la creazione dell’Accademy.
“Attraverso questo progetto – ha spiegato – vogliamo dimostrare che è possibile trasformare aree industriali esistenti in asset strategici per il futuro energetico del Paese. L’obiettivo non è soltanto produrre idrogeno rinnovabile, ma creare competenze, filiere industriali e nuove opportunità di sviluppo per il territorio”.
L’addi Irem ha posto l’accento sul ruolo che la Sicilia può assumere nel nuovo scenario energetico europeo, anche alla luce dell’attuale situazione geopolitica. “La Sicilia possiede caratteristiche uniche: una posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo, una consolidata cultura industriale e una crescente disponibilità di energie rinnovabili. Se riusciremo, come auspico, a mettere a sistema università, ricerca, imprese e istituzioni, potremo diventare un punto di riferimento per la produzione e l’utilizzo dei nuovi vettori energetici”.
Musso ha infine ribadito l’importanza della collaborazione tra mondo accademico e sistema produttivo, ricordando come le grandi trasformazioni industriali richiedano competenze sempre più specializzate. “Il dialogo con le università è fondamentale – ancora Musso – e proprio per questo Irem ha aderito alla Fondazione Siciliae Studium Generale UniCt con l’obiettivo di creare percorsi formativi progettati insieme alle imprese. Crediamo che la transizione energetica si debba realizzare non solo attraverso gli investimenti, ma anche formando le professionalità che dovranno guidarla nei prossimi anni”.







