Aggiornato al 18/06/2026 - 19:31
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Querelle

Consiglio comunale, la vicepresidente Carbone “offesa” da Leandro Marino

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In un post sul suo profilo social, Conci Carbone è molto chiara nei confronti del capogruppo di FI: “Quando mancano gli argomenti politici, purtroppo si scade nell’aggressione di genere”

Ancora un giallo nella sala Vittorini, dove il Consiglio comunale di Siracusa è solito riunirsi. Nel corso dell’ultima seduta, in un momento in cui a presiederla era la vicepresidente Conci Carbone, uno scambio di battute un po’ sopra le righe sarebbe stato considerato proprio da Carbone come un atto di “bullismo” e addirittura “un’aggressione” di genere.

Ecco il post di Conci Carbone:

E accaduto ancora…
Ogni qualvolta presiedo una seduta di Consiglio comunale il collega Marino, capogruppo di Forza Italia, non perde l’occasione di bullizzarmi, rivolgendomi attacchi verbali sessisti e di genere. Chi ricopre un ruolo pubblico ha il dovere di mantenere innanzitutto il decoro istituzionale. La prevaricazione contro una donna che svolge le proprie funzioni non possono essere tollerate. Quando mancano gli argomenti politici, purtroppo si scade nell’aggressione di genere e nell’offesa personale.
Ringrazio quanti in aula mi hanno espresso solidarietà, a cominciare dal consigliere Buccheri, al vice sindaco e alle mie colleghe consigliere.

Dal video allegato, si vede e si sente uno scambio sicuramente teso tra consigliere e vicepresidente, ma considerando che si tratta di un intervento da parte dell’opposizione, non ci è sembrato particolarmente sopra le righe rispetto al solito. Anche la frase che dice Leandro Marino, “in quanto donna è limitata”, sembra più una provocazione riportata, tanto che immediatamente dopo lo stesso capogruppo di Forza Italia puntualizza: “Le donne sanno fare tante cose contemporaneamente e hanno grandi doti di leadership”. 

Più che un insulto sessista, l’intervento sembrava una critica alla capacità di gestire l’aula rivolta alla vicepresidente Carbone, magari non riuscito benissimo.

L’auspicio comunque, a prescindere dal merito della questione, è che i toni nelle sedute consiliari si mantengano bassi e comunque adeguati all’istituzione rappresentata.

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