La proposta di legge firmata dal deputato della DC Carlo Auteri punta a blindare le aziende: “Per troppo tempo i nostri produttori sono stati lasciati soli di fronte a perdite enormi”
All’Assemblea Regionale Siciliana è stato depositato un nuovo disegno di legge che punta a riscrivere le regole sul contenimento e il ristoro dei danni provocati dalla fauna selvatica in Sicilia.
Il provvedimento, che vede come primo firmatario il deputato regionale della Democrazia Cristiana Carlo Auteri insieme ai colleghi di partito Abbate, Pace, Marchetta e Messina, propone una modifica sostanziale all’articolo 7 della vecchia legge regionale n. 33 del 1997.
L’obiettivo è sbloccare fondi immediati per le imprese agricole che operano nelle aree interne, le più colpite dalle incursioni notturne dei cinghiali.
La nuova architettura legislativa non si limita a un parziale rimborso delle spese di smaltimento o perdita, ma introduce percentuali di copertura mai stanziate prima d’ora sul bilancio della Regione Siciliana.
I pilastri economici del disegno di legge all’esame dell’ARS:
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Copertura totale dei raccolti: il riconoscimento di indennizzi diretti fino al 100% del danno commerciale accertato sulle produzioni e le colture;
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Ripristino delle strutture: un contributo fino all’80% delle spese sostenute per la riparazione di muretti a secco, recinzioni, impianti di irrigazione e manufatti aziendali;
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Investimenti preventivi: stanziamenti specifici per l’acquisto e l’installazione di recinzioni elettrificate, sistemi di dissuasione acustica e ottica, e acquisto di cani da guardiania abilitati.
Il quadro descritto dai promotori della legge fotografa una situazione d’emergenza che sta spingendo molti giovani imprenditori agricoli ad abbandonare i lotti coltivati a causa dei continui raid della fauna selvatica.
Oltre alle distruzioni materiali, i parlamentari della DC evidenziano i crescenti rischi sanitari legati alla potenziale diffusione di epizoozie tra i capi di bestiame negli allevamenti tradizionali.
I deputati della Democrazia Cristiana specificano che l’atto parlamentare rappresenta un tampone d’emergenza indispensabile per salvare la stagione dei raccolti in corso, nelle more di un riordino definitivo dei calendari venatori.
«Per troppo tempo gli agricoltori siciliani sono stati lasciati soli di fronte a questo disastro – dichiara il parlamentare regionale Carlo Auteri –. Parliamo di un fenomeno che ha assunto dimensioni insostenibili: intere coltivazioni distrutte e pascoli compromessi. Sappiamo bene che la legge del 1997 ha bisogno di una revisione complessiva, ma le aziende non possono aspettare i tempi lunghi della burocrazia. Chiedono risposte oggi. Difendere chi produce significa difendere la sicurezza del territorio e la tenuta economica dell’Isola. Auspichiamo un iter d’aula rapidissimo all’ARS».
Il testo del disegno di legge passerà adesso al vaglio delle commissioni di merito Attività Produttive e Bilancio, prima di approdare a Sala d’Ercole per il voto definitivo che potrebbe sbloccare i primi bandi entro la fine dell’anno.







