Aggiornato al 22/06/2026 - 13:54
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Troppo caldo nel petrolchimico, sindacati chiedono rispetto dell’ordinanza regionale

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FIM, FIOM e UILM Siracusa pressano Confindustria e gli organi di controllo: “La salute dei metalmeccanici degli appalti viene prima delle esigenze produttive, le aziende usino la Cigo”

I segretari provinciali di FIM, FIOM e UILM Siracusa hanno preso atto positivamente dell’ordinanza n. 1 emanata il 12 giugno 2026 dalla Regione Siciliana, finalizzata a contrastare lo stress termico nei settori più esposti.

Le sigle sindacali chiedono però con forza che il provvedimento trovi immediata e rigida applicazione anche per i lavoratori metalmeccanici delle imprese d’appalto e delle manutenzioni.

Si tratta di una fetta di forza lavoro impiegata stabilmente all’interno del polo petrolchimico siracusano, spesso costretta a operare in cantieri aperti e su impianti industriali esposti al sole.

Le condizioni microclimatiche all’interno dei siti industriali della zona nord della provincia sono giudicate dai rappresentanti dei lavoratori come particolarmente gravose, se non addirittura severe.

I fattori di rischio specifici che gravano sui lavoratori degli appalti:

  • Superfici metalliche irradianti: le strutture d’acciaio e le tubazioni degli stabilimenti accumulano e riflettono il calore ambientale;

  • Dispositivi di protezione pesanti: l’obbligo di indossare tute ignifughe, caschi e calzature di sicurezza che limitano la traspirazione corporea;

  • Sforzo fisico intenso: attività di sollevamento, carpenteria e manutenzione straordinaria che aumentano la temperatura interna del corpo.

Per queste ragioni, i sindacati ritengono che il rischio da stress da calore per questi operai non sia affatto inferiore rispetto a quello dei settori già esplicitamente tutelati dall’ordinanza regionale.

I segretari Angelo Recano, Antonio Sardella e Sebastiano Miozzi hanno richiamato i contenuti del Protocollo d’Intesa “Salute e Sicurezza del Settore Metalmeccanico”, siglato con Confindustria Siracusa il 4 agosto 2023.

Il documento stabilisce chiaramente l’obbligo di inserire il rischio microclimatico all’interno della valutazione dei rischi (ai sensi del D.lgs. 81/2008), prevedendo la riduzione delle attività nelle ore centrali della giornata.

Per aggiornare e rendere immediatamente esecutive queste misure alla luce del nuovo decreto regionale 1/2026, i sindacati hanno inviato una formale richiesta di esame congiunto a Confindustria Siracusa.

I sindacati si rivolgono non solo alle aziende committenti e alle imprese appaltatrici, ma anche agli organi di vigilanza come l’ASP e l’Ispettorato del Lavoro affinché verifichino il rispetto delle turnazioni.

Le azioni organizzative minime richieste per salvaguardare gli equipaggi nei cantieri:

  • Fasce orarie protette: interruzione immediata delle attività nelle ore a maggior rischio termico;

  • Pause e ristoro: aumento della frequenza dei break di recupero e approvvigionamento costante di acqua potabile;

  • Aree attrezzate: disponibilità per il personale di zone ombreggiate e locali climatizzati per i momenti di sosta.

«Riteniamo indispensabile che le tutele previste dall’ordinanza trovino piena applicazione anche nel comparto industriale – affermano i segretari di FIM, FIOM e UILM Siracusa –. Chiediamo la rimodulazione degli orari e ricordiamo che le aziende hanno la facoltà di ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) con causale “eventi meteo”. Questo strumento può essere attivato indipendentemente dalle temperature massime registrate, in tutti i casi in cui sussista un rischio evidente per l’incolumità dei lavoratori».

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