La diffida firmata da Enzo Nicastro (Lentini Futura) e inviata all’Anticorruzione: “Rischiamo di perdere un finanziamento storico da 3 milioni di euro per il Parco Archeologico Leontinoi”
L’ex consigliere comunale Enzo Nicastro, a nome dell’Associazione Politica Culturale “Lentini Futura”, ha depositato una formale richiesta di chiarimento e diffida indirizzata al primo cittadino, al Segretario Generale e al Responsabile della Prevenzione della Corruzione dell’ente.
Al centro della contestazione vi è la fresca nomina all’assessorato tecnico dell’architetto Cristina Stuto.
Secondo l’esposto, la professionista si troverebbe in una condizione di palese incompatibilità strutturale a causa di un incarico professionale privato ancora attivo sul territorio del Comune di Lentini.
La vicenda ruota attorno ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza intercettati dall’Agenzia per la Coesione Territoriale per il rilancio culturale della zona di Valle San Mauro.
L’architetto Cristina Stuto risulta infatti investita delle funzioni di gestione della sicurezza (Csp/Cse) per il maxi-intervento da 3 milioni di euro destinato alla “Riqualificazione del parco archeologico Leontinoi mediante la manutenzione delle infrastrutture e creazione di servizi”. Un’opera pubblica fondamentale, appaltata dal vicino Comune di Carlentini in qualità di capofila del partenariato territoriale, ma le cui opere insistono a tutti i vettori sul territorio fisico di Lentini.
I rilievi mossi da Lentini Futura evidenziano i rischi legati ai controlli automatizzati ministeriali che vigilano sulla spesa dei fondi comunitari.
L’impianto accusatorio sollevato da Nicastro poggia su precise disposizioni del diritto amministrativo e sui rigidi regolamenti europei antiriciclaggio e antifrode.
I due nodi giuridici che minacciano la stabilità della giunta Pupillo:
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Il divieto del Testo Unico (Art. 78 TUEL): l’articolo vieta tassativamente ai componenti degli esecutivi locali con deleghe tecniche (architetti, ingegneri e geometri) di esercitare qualsiasi attività professionale nel campo dell’edilizia pubblica o privata all’interno del territorio da essi amministrato;
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Il blocco della piattaforma ReGiS: i sistemi centralizzati di controllo ministeriale potrebbero intercettare la sovrapposizione tra il ruolo di assessore (organo di indirizzo che delibera sul Parco) e quello di tecnico retribuito sul medesimo cantiere, provocando l’intervento dell’ANAC e la revoca del finanziamento.
Per evitare che la città perda un treno economico irripetibile per colpa di una mancata vigilanza preventiva sulle deleghe, l’opposizione extra-consiliare chiede l’attivazione immediata del diritto di opzione.
I quesiti ufficiali messi a verbale e indirizzati al Segretario Generale:
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Verifica preliminare: se l’ufficio di presidenza abbia eccepito formalmente tale anomalia in sede di giuramento e insediamento dei componenti della giunta;
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Dimissioni dall’incarico: se l’assessore Stuto abbia già provveduto, o intenda farlo nelle prossime ore, a rassegnare le dimissioni dal ruolo di coordinatrice della sicurezza di Leontinoi, rinunciando alle relative parcelle per salvare il mandato politico.
«La nascita di una nuova amministrazione è sempre entusiasmante, ma richiede il rigido rispetto delle regole che governano la trasparenza – scrive Enzo Nicastro nella nota di Lentini Futura –. La figura di chi siede in Giunta non può coincidere con il tecnico privato che opera sul medesimo cantiere finanziato dallo Stato. Lentini non può permettersi il lusso di rallentare i cantieri di Leontinoi per una questione di incompatibilità. Restiamo in attesa di un sollecito riscontro scritto per tutelare l’interesse collettivo».







