Aggiornato al 24/06/2026 - 09:18
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Siracusa, Venti nidi di Caretta caretta in provincia: il sudest sempre più rotta preferita

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I volontari del WWF coordinati dalla biologa Oleana Prato hanno individuato e messo in sicurezza venti nidi lungo le spiagge di Avola, Pachino, Noto e Portopalo, confermando la costa orientale siciliana tra le aree di nidificazione più attive del Mediterraneo.

Venti nidi di Caretta caretta censiti lungo il litorale della provincia di Siracusa. Un dato che conferma come questo tratto di costa siciliana sia diventato uno dei fronti di nidificazione più significativi dell’intero bacino mediterraneo. A documentare e proteggere ogni deposizione sono i volontari del WWF, coordinati dalla biologa marina Oleana Prato, impegnati in un lavoro di pattugliamento sistematico che si svolge nelle ore notturne e all’alba, quando le femmine di tartaruga risalgono le spiagge per deporre le uova.

La distribuzione dei nidi racconta una costa che le tartarughe sembrano conoscere bene. Cinque nidificazioni sono state registrate nel tratto di Avola. Sei nel territorio di Pachino, con una ripartizione che interessa tre zone distinte: due nidi alla costa dell’Ambra, due a Granelli e due a Scarpitta. Sette sono i nidi localizzati nel comune di Noto, distribuiti tra le spiagge di Spinazza e San Lorenzo. I restanti due si trovano a Portopalo, nell’area dell’isola delle Correnti, punto estremo della Sicilia orientale affacciato sullo stretto di mare che separa l’isola dalla costa africana.

Il lavoro dei volontari non si limita al rilevamento. Una volta individuato un nido, l’area viene delimitata e segnalata per evitare calpestio accidentale da parte dei bagnanti, problema che negli anni ha causato la perdita di numerose covate. Il monitoraggio prosegue per tutta la durata dell’incubazione, che si estende in genere per quarantacinque o sessanta giorni, fino alla schiusa e alla corsa delle piccole tartarughe verso il mare.

La Caretta caretta è una specie protetta, inserita nelle liste internazionali delle specie vulnerabili. Le spiagge sabbiose del Mediterraneo orientale e centrale sono le sue principali aree di deposizione in Europa, e il litorale ionico siciliano negli ultimi anni ha registrato una presenza crescente, interpretata dagli esperti come segnale positivo ma anche come indicatore di una pressione turistica che impone attenzione nella gestione delle spiagge nei mesi estivi.

La provincia di Siracusa si conferma così, stagione dopo stagione, territorio di riferimento per la tutela di una specie che ha bisogno di spiagge libere, buio e silenzio per portare a termine il ciclo riproduttivo.

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