Aggiornato al 26/06/2026 - 17:49
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"Malpancisti"

Consiglio comunale, sulla “Rappresentanza processuale” ancora segni di tensione in maggioranza

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Nella seduta di ieri sera, dopo l’adesione alla rottamazione quinquies, la maggioranza si sfalda e fa cadere il numero legale sulla proposta dell’assessore Coppa

L’aria di crisi nella maggioranza di governo cittadina, specie nella sponda di “Grande Sicilia” non sembra ancora essere rientrata, quanto meno stando ai comportamenti di chi – conoscendo bene i movimenti d’aula – ne comprende anche le dinamiche.

Ed è così che nella seduta di ieri sera, dopo l’inevitabile adesione alla rottamazione quinquies e ai criteri di premialità per la riscossione spontanea, atti che avvantaggiano tutti i cittadini siracusani, l’assise comunale ha cominciato a mostrare segni di fermento quando l’assessore al Bilancio e al Contenzioso, Pierpaolo Coppa, ha illustrato la proposta di “Modifica dello Statuto comunale: modifiche agli articoli 21 e 28 ed introduzione del Titolo III-bis “La rappresentanza processuale e la capacità di stare in giudizio”.

Al di là del merito del provvedimento, presentato per ridurre le cause che portano poi ai famigerati “debiti fuori bilancio” da approvare, al momento del voto è apparsa evidente l’assenza di parte della maggioranza, tanto da costringere – dopo varie vicissitudini – il rinvio della seduta al giorno dopo e cioè oggi alle ore 18.

Secondo i bene informati, il motivo dei mal di pancia ormai cronici non starebbe la carenza di rappresentanza in giunta, ovvero il desiderio di un altro assessorato da assegnare agli autonomisti, bensì nella scarsità di risorse destinate alle deleghe già in mano a Grande Sicilia, in particolare verde pubblico e cimitero, settori che avrebbero bisogno di una grande spinta amministrativa ma che – a detta di molti – non avrebbero ottenuto fino ad oggi i giusti riconoscimenti nell’azione di governo.

Nell’attesa di ulteriori sviluppi, l’auspicio è che questa sorta di “viaggio sul filo del rasoio” non diventi motivo di inceppamento dell’azione politica, travalicando i confini del confronto politico per diventare potenziale causa di paralisi amministrativa. In quel caso – ma servirebbe molto coraggio “istituzionale”, per così dire – tanto varrebbe staccare la spina un anno prima, votare la sfiducia e offrire alla città l’occasione di poter continuare ad andare avanti, scegliendosi la propria guida.

Ma questa è ancora fanta-politica.

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