Aggiornato al 26/06/2026 - 17:15
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Legge elettorale, Scerra (M5S): “Il centrodestra cancella Siracusa per paura di perdere al Sud”

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Il deputato pentastellato: “Progetto nato per porre rimedio al calo di consensi di un Governo che in 4 anni ha fatto solo disastri”

Una riforma nata dalla paura di perdere terreno nelle urne, capace di allontanare ulteriormente le istituzioni dai cittadini e di penalizzare la rappresentanza delle province meridionali. È un giudizio senza appello quello pronunciato nell’Aula di Montecitorio dal parlamentare del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra, nel corso del dibattito sulle modifiche alle modalità di voto che la maggioranza sta spingendo in Commissione. Al centro della contestazione del deputato siracusano vi è il disegno del centrodestra di mettere mano alla legge elettorale e collegi uninominali, azzerando i territori a favore delle segreterie romane.

La cancellazione della quota uninominale comporterebbe, secondo i dati presentati dall’esponente pentastellato, la scomparsa definitiva del collegio di Siracusa come entità autonoma e definita all’interno della geografia elettorale italiana. Una scelta che priverebbe l’intera provincia aretusea di un punto di riferimento parlamentare diretto nella competizione, trasformando le elezioni in una mera ratifica di listini bloccati decisi dai vertici dei partiti, privando la cittadinanza della residua libertà di scelta dei propri rappresentanti.

La mossa della maggioranza viene letta da Scerra come una strategia di pura sopravvivenza politica per blindare i seggi ed evitare il tracollo nei territori del Centro e del Mezzogiorno, dove i sondaggi registrano una flessione dei partiti di governo.

«Vogliono eliminare tutti i collegi uninominali perché hanno capito che nel Centro e nel Sud li perderebbero – ha denunciato Filippo Scerra nel suo intervento a Montecitorio –. E li perderebbero perché questo è il Governo più antimeridionalista della storia d’Italia. Non ha fatto nulla per il Mezzogiorno se non eliminare il credito d’imposta per il Sud, depotenziare il fondo di perequazione infrastrutturale e tentare di imporre un’autonomia differenziata che la Corte Costituzionale ha fortemente ridimensionato».

Il Movimento 5 Stelle contesta inoltre le priorità dell’agenda politica del centrodestra, accusato di concentrare le proprie energie sulle regole del gioco istituzionale e sulla legge elettorale e collegi uninominali piuttosto che sulle emergenze economiche, industriali e occupazionali che stanno piegando il tessuto sociale del Meridione.

I parlamentari di opposizione hanno annunciato che utilizzeranno ogni strumento democratico e regolamentare per fare ostruzionismo e impedire il via libera a una riforma definita distorsiva del volere degli elettori e con forti profili di incostituzionalità, nata solo per blindare una classe dirigente spaventata dal giudizio dei cittadini.

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