La promotrice Gusi Romano: “La nostra provincia vive nel costante timore di incidenti industriali e di una tragica scia di malattie”
Ha registrato una straordinaria e compatta partecipazione di cittadini il sentito corteo organizzato questa mattina a Priolo Gargallo per protestare contro le costanti e insopportabili molestie olfattive e l’inquinamento nel triangolo industriale del Siracusano. Dai bambini agli anziani, la comunità si è unita in una marcia simbolica partita da Viale Annunziata e culminata nella centralissima Piazza Quattro Canti.
I manifestanti hanno sfilato indossando maglie gialle e nere — i colori simbolo del pericolo chimico — caratterizzate da un logo esplicito: ciminiere fumanti sullo sfondo e, in primo piano, volti coperti da maschere antigas con la scritta “Nuoce gravemente alla Salute”. Un messaggio visivo d’impatto per ribadire ai colossi della raffinazione e alle istituzioni regionali che la salute della popolazione è un bene universale superiore e non sacrificabile sull’altare del profitto industriale.
Sul palco allestito in Piazza Quattro Canti si è sviluppato un acceso dibattito pubblico, moderato dalla giornalista Mascia Quadarella, che ha messo al centro la dignità delle comunità esposte ai fumi. Durante il suo intervento, la moderatrice ha ricordato come le aziende che non investono nella sicurezza collettiva producano debiti sanitari che le famiglie del territorio si trovano poi a pagare sulla propria pelle a caro prezzo, sottolineando la volontà popolare di non cedere più ai vecchi ricatti occupazionali.
Toccanti le testimonianze delle promotrici dell’evento, Giusi Romano e Roberta Gionfriddo. La Romano ha condiviso con la piazza la sua personale e drammatica battaglia contro il cancro, mentre la Gionfriddo ha rivendicato la libertà quotidiana negata di poter aprire le finestre di casa senza essere assaliti da miasmi insalubri.
La manifestazione ha registrato anche importanti presenze del mondo economico e associazionistico:
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Gian Piero Reale (Confindustria): il presidente degli industriali siracusani si è unito al corteo, ammettendo la necessità per le aziende del comparto di incrementare gli sforzi tecnologici per arginare le emissioni odorigene e confermando l’apertura a un dialogo costruttivo.
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Lucia Buonconsiglio (Comitato Pro Mazzarrona): ha rilanciato la proposta di una barriera ecologica alberata attorno alle fabbriche, chiedendo l’avvio di screening medici gratuiti e percorsi di disintossicazione dai metalli pesanti per i residenti.
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Don Palmiro Prisutto: la storica guida dell’ambientalismo aretuseo ha lanciato l’allarme sulla saturazione degli impianti e sulla silenziosa contaminazione delle falde acquifere profonde della provincia.
La mobilitazione si è chiusa con il commovente appello sul palco di due bambini che hanno chiesto semplicemente di poter “crescere bene”. Gli organizzatori, rinvigoriti dalla massiccia risposta popolare, hanno annunciato che la battaglia contro l’inquinamento nel triangolo industriale del Siracusano è solo all’inizio e che la guardia non verrà abbassata fino all’ottenimento di tutele reali.







