Aggiornato al 29/06/2026 - 17:37
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Miasmi nella zona industriale, l’UGL: “Non basta sapere quali gas ci sono nell’aria, serve l’origine”

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Il sindacato dopo la Commissione ARS a Melilli: “Grave registrare fenomeni odorigeni ricorrenti senza rintracciarne la provenienza certa. No alle contrapposizioni ideologiche tra salute e lavoro”

La Segreteria Nazionale e Territoriale della UGL Chimici è intervenuta duramente nel dibattito pubblico a seguito del vertice ufficiale convocato a Melilli dalla Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Al centro dell’incontro, la pressante problematica dei disagi olfattivi nel polo industriale siracusano che continuano a colpire i centri abitati di Priolo Gargallo, Melilli, Augusta e Siracusa.

Per l’organizzazione sindacale — rappresentata al tavolo da Andrea Alario (coordinatore nazionale Energia e Petrolio), Antonio Galioto (segretario provinciale) e Peppino Furcio — la frequenza degli episodi odorigeni ha ormai superato la soglia della tollerabilità e della marginalità. Cittadini e lavoratori del comparto metalmeccanico e petrolchimico esigono trasparenza immediata sulle cause dei miasmi, i quali incidono direttamente sulla percezione della salute pubblica e sui livelli di sicurezza interni ed esterni alle fabbriche.

La posizione espressa dalla sigla dei chimici sposta l’accento sui limiti dell’attuale sistema di campionamento ambientale. Conoscere la presenza molecolare di sostanze come benzene o idrogeno solforato a bassa concentrazione non è più sufficiente se gli enti preposti al controllo non riescono a geolocalizzare la fonte emissiva.

I sindacalisti chiedono che i sindaci del quadrilatero industriale, in quanto massime autorità sanitarie locali, siano messi nelle condizioni di ricevere report scientifici inoppugnabili da Arpa Sicilia e dai vari enti ispettivi, così da poter informare la cittadinanza senza riscontri parziali o tardivi. La trasparenza, sottolinea il sindacato, è monca se priva dell’individuazione delle precise responsabilità industriali.

L’UGL ha comunque ribadito una linea di fermo equilibrio economico, rigettando qualsiasi ipotesi di smantellamento o demonizzazione del comparto della raffinazione, asset insostituibile per i livelli occupazionali e la tenuta sociale dell’intera provincia.

La salvaguardia del perimetro industriale deve però viaggiare di pari passo con impegni precisi:

  • Ammodernamento degli impianti: adozione immediata delle migliori tecnologie disponibili sul mercato (BAT) per bloccare le emissioni fuggitive;

  • Sblocco dei decreti attuativi: superamento dei ritardi burocratici regionali che tengono fermi importanti strumenti normativi di prevenzione e controllo dei fenomeni odorigeni;

  • Transizione ecologica governata: investimenti massicci sui processi di lavorazione per garantire una prospettiva di sviluppo compatibile con la qualità della vita.

Il sindacato auspica che il tavolo di confronto istituzionale avviato a Melilli si trasformi in un osservatorio permanente dotato di un cronoprogramma rigido, verifiche intermedie e interventi strutturali misurabili.

“I lavoratori non chiedono contrapposizioni ideologiche, ma sicurezza, investimenti, chiarezza e prospettiva – ha evidenziato Peppino Furcio della Segreteria Territoriale UGL Chimici –. La difesa dell’occupazione passa dalla capacità di garantire luoghi di lavoro sani e processi produttivi moderni. Lavoro e salute devono camminare insieme, non essere messi l’uno contro l’altra.”

Il segretario nazionale Andrea Alario ha concluso rimarcando l’esigenza di potenziare i laboratori e la strumentazione degli enti di controllo: «Il futuro dei disagi olfattivi nel polo industriale siracusano si risolve solo se ARPA viene messa nelle condizioni di fornire risposte complete e non dati parziali. Il territorio ha bisogno di una transizione che sia seria, giusta e, soprattutto, sostenibile».

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