Dal 4 al 6 settembre il borgo palermitano diventerà punto di incontro per professionisti del lavoro da remoto provenienti da tutto il mondo con un programma di talk e workshop seguito da due settimane di residenza diffusa nel Parco delle Madonie
Castelbuono, nel cuore del Parco delle Madonie, si prepara a diventare per alcuni giorni un punto di riferimento internazionale per chi lavora da remoto. Dal 4 al 6 settembre il borgo palermitano ospiterà la prima edizione di Madonie Nomad Residency, un festival pensato per i nomadi digitali che sarà seguito da due settimane di accoglienza dedicate a professionisti provenienti da tutto il mondo.
Il progetto nasce dall’esigenza di affrontare un problema che riguarda da tempo molti borghi siciliani e non solo, segnati dal calo demografico, dalla fuga dei giovani verso le grandi città e dalla carenza di servizi. La diffusione del lavoro da remoto viene letta come un’occasione per ribaltare questa prospettiva, trasformando la distanza dalle grandi città in un valore aggiunto e dimostrando che i piccoli centri possono diventare territori in cui scegliere di vivere e fare innovazione.
Castelbuono non è una novità in questo ambito, avendo già attivato negli anni iniziative di rigenerazione territoriale, tra cui il South Working Castelbuono, spazio di coworking gestito dall’associazione Social Green Hub. Madonie Nomad Residency rappresenta ora un ulteriore passo in questa direzione, promosso dalla So.Svi.Ma, agenzia di sviluppo delle Madonie, in qualità di soggetto responsabile del Patto Territoriale delle Madonie, con il Comune di Collesano come ente capofila. L’iniziativa è stata ideata da Il mio viaggio in Sicilia, società del gruppo Destination Italia e proprietaria del marchio Empeeria, con il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, della Regione Siciliana, di Enit e della Rete dei Borghi più Belli d’Italia in Sicilia.
L’iniziativa nasce dall’osservazione di un cambiamento più ampio nelle abitudini lavorative, che porta sempre più professionisti ad allontanarsi dai ritmi delle città in cerca di un equilibrio diverso tra vita e lavoro e di un legame più autentico con i territori. Il programma si articola in due fasi distinte. La prima, dal 4 al 6 settembre, prevede tre giornate di incontri aperti al pubblico e gratuiti con registrazione, durante le quali Castelbuono accoglierà conversazioni, panel tematici e laboratori pratici su temi che vanno dal futuro del lavoro alle comunità locali, passando per l’equilibrio tra vita privata e professionale, la salute mentale legata al lavoro da remoto e le strategie per costruire comunità digitali.
La seconda fase, dal 7 al 20 settembre, trasforma l’esperienza in un periodo prolungato di convivenza e lavoro condiviso. I partecipanti potranno stabilirsi nel borgo per due settimane, vivendo come residenti temporanei e usufruendo di spazi di coworking distribuiti nel tessuto urbano, con fasce orarie pensate per favorire la concentrazione, oltre alla possibilità di scoprire il Parco delle Madonie e il territorio circostante.
Il progetto viene presentato anche come un laboratorio di lungo periodo per sperimentare modelli di sviluppo sostenibile replicabili in altre aree, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e generare nuove opportunità economiche per le comunità locali. Le iscrizioni al festival e le candidature per la residency sono già aperte sul portale ufficiale dell’iniziativa.







