Operatori contro la decisione del Comune per i mesi di luglio e agosto: “È davvero vergognoso, una scelta incomprensibile che arreca un grave danno economico a chi paga le tasse tutto l’anno”
I commercianti di Siracusa con attività nella zona della Fonte Aretusa e nelle vie limitrofe hanno espresso, attraverso una nota congiunta, tutta la propria indignazione per l’autorizzazione concessa dal Comune a un mercatino di operatori esterni. La struttura rimarrà attiva per ben due mesi consecutivi, coprendo l’intero periodo di luglio e agosto 2026, ossia la finestra temporale a massima concentrazione turistica.
La scelta di Palazzo Vermexio rappresenta, secondo i firmatari della protesta, un precedente mai visto prima d’ora nel quartiere storico. Negli anni passati, infatti, eventi di questa natura avevano una durata molto più limitata (pari a circa un mese) o venivano pianificati a periodi alternati per non congestionare la viabilità e non saturare l’offerta commerciale. Il cambio di rotta dell’amministrazione attiva viene vissuto come una penalizzazione inaccettabile per le imprese stanziali, che faticano già a far fronte ai rincari e alle difficoltà congiunturali.
La protesta dei negozianti e dei ristoratori di Ortigia punta il dito direttamente contro le scelte programmatiche del Sindaco e della giunta municipale, colpevoli di aver approvato il provvedimento senza consultare le categorie produttive del territorio.
I punti chiave della contestazione sollevati dai commercianti di Siracusa mettono in luce un forte squilibrio gestionale:
-
Mancanza di tutele: fino a poco tempo fa qualsiasi evento nell’area monumentale della Fonte Aretusa veniva vietato per ragioni di decoro;
-
Danno economico diretto: sessanta giorni consecutivi di bancarelle esterne creano una concorrenza sleale nei confronti di chi sostiene costi fissi, fitti e tributi locali per dodici mesi l’anno;
-
Rischio chiusure: la perdita di fatturato nei mesi di picco rischia di mettere in seria crisi di liquidità decine di piccoli negozi storici.
Il coordinamento spontaneo dei commercianti della zona alta e bassa di Ortigia non intende fare passi indietro e chiede un dietrofront immediato sulle autorizzazioni già rilasciate per la stagione in corso. La richiesta è che la decisione venga immediatamente rivista per rimodulare le date e che, per i prossimi anni, venga istituito un tavolo di concertazione preventiva con i residenti e gli operatori commerciali della zona.
«Non siamo contrari agli eventi culturali o di intrattenimento, ma pretendiamo rispetto, equilibrio e soprattutto tutela per chi opera tutto l’anno sul territorio – conclude la nota dei Commercianti di Ortigia –. Due mesi consecutivi rappresentano una concorrenza che riteniamo ingiusta e una scelta che rischia di mettere in seria difficoltà decine di attività. I commercianti meritano ascolto, non di essere penalizzati».







