Aggiornato al 01/07/2026 - 10:32
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Ortigia, mercatino di due mesi alla Fonte Aretusa: insorgono i commercianti

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Operatori contro la decisione del Comune per i mesi di luglio e agosto: “È davvero vergognoso, una scelta incomprensibile che arreca un grave danno economico a chi paga le tasse tutto l’anno”

I commercianti di Siracusa con attività nella zona della Fonte Aretusa e nelle vie limitrofe hanno espresso, attraverso una nota congiunta, tutta la propria indignazione per l’autorizzazione concessa dal Comune a un mercatino di operatori esterni. La struttura rimarrà attiva per ben due mesi consecutivi, coprendo l’intero periodo di luglio e agosto 2026, ossia la finestra temporale a massima concentrazione turistica.

La scelta di Palazzo Vermexio rappresenta, secondo i firmatari della protesta, un precedente mai visto prima d’ora nel quartiere storico. Negli anni passati, infatti, eventi di questa natura avevano una durata molto più limitata (pari a circa un mese) o venivano pianificati a periodi alternati per non congestionare la viabilità e non saturare l’offerta commerciale. Il cambio di rotta dell’amministrazione attiva viene vissuto come una penalizzazione inaccettabile per le imprese stanziali, che faticano già a far fronte ai rincari e alle difficoltà congiunturali.

La protesta dei negozianti e dei ristoratori di Ortigia punta il dito direttamente contro le scelte programmatiche del Sindaco e della giunta municipale, colpevoli di aver approvato il provvedimento senza consultare le categorie produttive del territorio.

I punti chiave della contestazione sollevati dai commercianti di Siracusa mettono in luce un forte squilibrio gestionale:

  • Mancanza di tutele: fino a poco tempo fa qualsiasi evento nell’area monumentale della Fonte Aretusa veniva vietato per ragioni di decoro;

  • Danno economico diretto: sessanta giorni consecutivi di bancarelle esterne creano una concorrenza sleale nei confronti di chi sostiene costi fissi, fitti e tributi locali per dodici mesi l’anno;

  • Rischio chiusure: la perdita di fatturato nei mesi di picco rischia di mettere in seria crisi di liquidità decine di piccoli negozi storici.

Il coordinamento spontaneo dei commercianti della zona alta e bassa di Ortigia non intende fare passi indietro e chiede un dietrofront immediato sulle autorizzazioni già rilasciate per la stagione in corso. La richiesta è che la decisione venga immediatamente rivista per rimodulare le date e che, per i prossimi anni, venga istituito un tavolo di concertazione preventiva con i residenti e gli operatori commerciali della zona.

«Non siamo contrari agli eventi culturali o di intrattenimento, ma pretendiamo rispetto, equilibrio e soprattutto tutela per chi opera tutto l’anno sul territorio – conclude la nota dei Commercianti di Ortigia –. Due mesi consecutivi rappresentano una concorrenza che riteniamo ingiusta e una scelta che rischia di mettere in seria difficoltà decine di attività. I commercianti meritano ascolto, non di essere penalizzati».

Gambuzza (PCI Siracusa): “Si ascoltino i commercianti di Ortigia”

“Noi pensiamo che la Cittadinanza tutta ed in questo caso  i commercianti di Ortigia vanno  ascoltati e coinvolti nelle scelte che interessano anche il loro lavoro, per questo invitiamo le redazioni a dare loro voce e all’amministrazione ad  Ascoltarli, segue loro comunicato presente sui social.
Esprimiamo tutta la nostra indignazione come commercianti della zona Fonte Aretusa e delle aree limitrofe per una decisione che riteniamo incomprensibile e fortemente dannosa.
È davvero vergognoso che sia stata autorizzata la realizzazione di un mercatino in un’area dove, fino a poco tempo fa, qualsiasi tipo di evento veniva vietato. Oggi, invece, viene concessa un’autorizzazione per un mercatino organizzato da operatori esterni, per ben due mesi consecutivi(Luglio e Agosto)mesi di maggiore concentrazione turistica, una situazione mai vista prima.
Negli anni passati questi eventi avevano una durata molto più limitata, circa un mese, oppure venivano organizzati a periodi alterni. Oggi, invece, ci troviamo davanti a una scelta che penalizza pesantemente tutte le attività commerciali della zona, già alle prese con tante difficoltà.
Ci chiediamo come sia stato possibile che il Sindaco, l’Amministrazione e chi ha proposto e approvato questa decisione non abbiano minimamente considerato il grave danno economico che questa iniziativa provocherà ai commercianti che ogni giorno investono, lavorano e pagano tasse per tenere vivo il centro storico.
Non siamo contrari agli eventi, ma pretendiamo rispetto, equilibrio e soprattutto tutela per chi opera tutto l’anno sul territorio. Due mesi consecutivi rappresentano una concorrenza che riteniamo ingiusta e una scelta che rischia di mettere in seria difficoltà decine di attività.
Chiediamo che questa decisione venga immediatamente rivista e che, per il futuro, le scelte vengano condivise con chi vive e lavora ogni giorno in questa zona. I commercianti meritano ascolto, non di essere penalizzati.
Marco Gambuzza del Pci condivide il loro comunicato e invita semplicemente l’amministrazione ad ascoltare gli operatori commerciali”

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