Salta la stagione del parco acquatico più noto dell’Isola “Etnaland”. La società ha annunciato lo stop per il 2026
Etnaland non aprirà nel corso della stagione 2026. La comunicazione arriva direttamente dalla società che gestisce il parco acquatico e tematico di Belpasso, uno dei più importanti poli turistici della Sicilia, che negli anni ha rappresentato una delle principali attrazioni estive dell’Isola.
La decisione è legata alla complessa situazione che negli ultimi mesi ha coinvolto la struttura, sottoposta a sequestro preventivo nell’ambito di un’indagine della Procura di Catania su presunte irregolarità nella gestione di attività aziendali e ambientali. Accertamenti che, come precisato dagli inquirenti, non riguardano aspetti legati alla sicurezza dei visitatori o dei lavoratori, ma esclusivamente profili gestionali e autorizzativi.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta avviata nel 2022, e resa nota nei mesi successivi, sarebbero state contestate presunte violazioni in materia di gestione dei rifiuti e tutela ambientale, con il coinvolgimento della struttura e di aree ad essa collegate. Il sequestro preventivo del parco ha portato all’avvio di verifiche tecniche e giudiziarie ancora in corso, affidate anche agli organi competenti in materia ambientale.
In questo contesto, la società sottolinea di aver collaborato fin dall’inizio con le autorità competenti, mettendo a disposizione tutta la documentazione necessaria e continuando a operare nel rispetto delle procedure previste.
Tuttavia, la complessità della situazione e i tempi tecnici richiesti per eventuali interventi di adeguamento rendono impossibile, allo stato attuale, la preparazione della stagione 2026. Le attività necessarie alla riapertura – tra manutenzioni, verifiche tecniche, formazione del personale e organizzazione generale – richiedono infatti mesi di lavoro e programmazione.
La mancata apertura rappresenta un colpo significativo non solo per la proprietà, ma anche per il territorio. Il parco, attivo da oltre quarant’anni, ha rappresentato infatti un punto di riferimento per il turismo siciliano e un importante motore occupazionale, con ricadute su lavoratori stagionali, imprese dell’indotto e servizi collegati.
Sulla vicenda si inserisce anche il fronte sindacale. Nei mesi scorsi la CISAL Catania aveva evidenziato le preoccupazioni legate alla chiusura della struttura, sottolineando il rischio occupazionale per circa 200 lavoratori tra personale stabile e stagionale, oltre all’impatto sull’economia locale. Nel corso di un incontro istituzionale con l’Assemblea Regionale Siciliana era stato avviato un percorso di confronto per valutare possibili soluzioni a tutela dell’occupazione e del tessuto produttivo coinvolto.
Per ora, però, la stagione 2026 non vedrà l’apertura del parco, secondo quanto comunicato, non ci sarebbero le condizioni temporali per garantire gli standard organizzativi e di sicurezza richiesti per l’apertura al pubblico. Tutto ciò, lascia un vuoto importante nel panorama turistico estivo della Sicilia orientale.







