Aggiornato al 01/07/2026 - 19:56
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Aggressione

Lite a Catania, colpisce il coinquilino al volto con una padella d’acciaio

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Nei guai un venticinquenne originario di Siracusa, denunciato dalla Polizia per lesioni personali

Una banale discussione domestica sulla gestione degli spazi comuni è degenerata in una violenta aggressione che ha richiesto l’intervento d’urgenza delle forze dell’ordine e dei sanitari. La Polizia di Stato è intervenuta nel popolare rione Cibali, a Catania, per sedare una lite furibonda tra due giovani coinquilini universitari, culminata con il ferimento di uno dei due.

All’arrivo delle volanti all’interno dell’appartamento, la scena si è presentata subito critica: la vittima dell’aggressione presentava la testa vistosamente insanguinata ed era in stato di shock a causa del trauma subito.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Questura etnea nel corso degli accertamenti sul posto, le tensioni tra i ragazzi andavano avanti ormai da qualche tempo. Il motivo del contendere era l’insolita abitudine dell’aggressore, un giovane di 25 anni, di utilizzare la cucina dell’appartamento come stanza da studio.

Il ragazzo occupava stabilmente i tavoli e gli spazi dedicati alla preparazione dei pasti, impedendo di fatto agli altri inquilini di accedervi per cucinare o pranzare. Nella giornata di ieri, l’ennesimo sollecito a liberare la stanza ha fatto saltare i nervi al venticinquenne: dalle pesanti offese verbali si è passati in pochi istanti alle mani, fino a quando il giovane non ha impugnato una pesante pentola in acciaio, scagliandola con violenza contro il volto del coinquilino.

Al termine degli accertamenti di rito e dopo aver raccolto le testimonianze degli altri inquilini della casa, il venticinquenne – risultato essere originario di Siracusa – è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. L’ipotesi di reato contestata è quella di lesioni personali. Come previsto dalla normativa vigente, nei confronti dell’indagato si applica rigorosamente il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale terzo grado di giudizio e all’emissione di una sentenza definitiva di condanna.

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