Lunedì 6 luglio, nel giorno dell’anniversario della scomparsa, a Montecitorio l’onorevole Scerra (M5S) presenterà il disegno di legge per una Commissione parlamentare d’inchiesta
A dodici anni esatti da quella drammatica notte, la battaglia per la verità sulla morte di Tony Drago compie un passo istituzionale decisivo. Lunedì 6 luglio, in concomitanza con l’anniversario della scomparsa del militare siracusano, la Sala Stampa della Camera dei deputati a Roma ospiterà (a partire dalle ore 17:30) un evento dal forte valore politico e civile, incentrato sulla trasparenza all’interno delle strutture militari italiane.
L’iniziativa vedrà la presentazione ufficiale del libro-inchiesta “Morire di naia. Oltre le ombre e i silenzi nelle caserme italiane”, scritto dai giornalisti Marta Silvestre e Andrea Turco (Zolfo Editore). All’incontro parteciperanno gli stessi autori, il parlamentare siracusano del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra e l’avvocato Dario Riccioli, legale storico della famiglia Drago.
Il momento centrale della conferenza a Montecitorio sarà l’illustrazione, da parte del deputato pentastellato Filippo Scerra, di una specifica proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte del caporale aretuseo.
Tony Drago venne trovato privo di vita all’alba del 6 luglio 2014 nel cortile della caserma “Sabatini” dell’Ottavo Reggimento Lancieri di Montebello a Roma, dove prestava servizio. Il caso, inizialmente sbrigativamente catalogato come suicidio, è stato negli anni riaperto grazie alla tenacia della madre e dei periti di parte, che hanno evidenziato incongruenze drammatiche sulla dinamica della caduta e la presenza di lesioni incompatibili con un gesto volontario.
«La vicenda di Tony Drago continua a rappresentare una ferita aperta per la sua famiglia e per quanti credono che lo Stato debba sempre garantire verità e giustizia — ha dichiarato l’onorevole Filippo Scerra —. Dopo anni di interrogativi senza risposta, anomalie e pesanti ombre investigative, ritengo doveroso che il Parlamento si assuma la responsabilità di fare piena luce su quanto accaduto all’interno di quella caserma».
Il volume edito da Zolfo Editore non si limita al caso Drago, ma compie una mappatura rigorosa e dolorosa di diverse tragedie avvenute sotto le armi che presentano il medesimo filo conduttore: anomalie balistiche o anatomopatologiche, indagini lacunose e la faticosa ricerca della verità da parte dei familiari.
Il libro ricostruisce le storie e i misteri legati a cinque giovani:
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Tony Drago (Roma, 2014)
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Emanuele Scieri (il parà siracusano morto alla Gamerra di Pisa nel 1999, per il quale la tesi del “nonnismo” ha trovato riscontri giudiziari)
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Giovanni Cosca
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Marco Mandolini
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Riccardo Rasman
Si tratta di un testo che si inserisce con forza nel dibattito geopolitico contemporaneo. In un momento storico in cui l’agenda pubblica internazionale è monopolizzata dai temi del riarmo, degli investimenti nella difesa e della leva, “Morire di naia” rammenta come la trasparenza interna, la tutela assoluta della vita dei soldati e l’accertamento della verità costituiscano i pilastri fondamentali della credibilità e dell’onore di qualsiasi istituzione democratica.







