La nube diretta verso sud-sud/est blocca ancora Fontanarossa. 129 voli cancellati e 61 dirottati tra Palermo, Trapani e Comiso
Le ultime valutazioni dell’Osservatorio Etneo confermano un quadro ancora critico per l’aviazione. Il più recente VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation), diffuso alle 3.12 della notte, mantiene il livello di allerta rosso, segnalando una sostenuta attività stromboliana dai crateri sommitali accompagnata da una consistente nube di cenere.
Le condizioni meteorologiche continuano a favorire lo spostamento della colonna eruttiva verso sud e sud-est, interessando direttamente l’area dello scalo catanese e impedendo la ripresa delle operazioni di volo. Il bilancio aggiornato registra 129 collegamenti cancellati tra arrivi e partenze, mentre altri 61 voli sono stati trasferiti sugli aeroporti di Palermo, Trapani e Comiso, quando le condizioni operative lo hanno consentito.
Dal punto di vista vulcanologico, l’Etna continua a mostrare un’attività significativa. Sebbene il tremore vulcanico abbia evidenziato una lieve diminuzione rispetto alla giornata precedente, i valori rimangono elevati, confermando che il sistema eruttivo è ancora in una fase di forte intensità.
L’attuale fenomeno interessa l’area della Voragine, uno dei principali crateri sommitali del vulcano. L’episodio eruttivo ha avuto origine il 26 giugno, quando una frattura apertasi sul fianco del cono, a circa 3.030 metri di quota, ha alimentato una colata lavica che ha raggiunto i 2.620 metri prima di esaurirsi il 4 luglio.
Nei giorni successivi si è sviluppato anche un secondo, limitato flusso di lava tra la bocca stromboliana e quella effusiva. Il fronte lavico ha percorso poco più di un centinaio di metri, interrompendosi nella mattinata del 3 luglio. L’attività osservata nelle ultime ore, tuttavia, è riconducibile a una nuova fase eruttiva concentrata nel cono centrale della Voragine, caratterizzata da esplosioni frequenti e da una vigorosa emissione di cenere.
Già dal tramonto di ieri i fenomeni esplosivi erano chiaramente visibili da diversi centri abitati della provincia etnea, mentre il monitoraggio dell’INGV prosegue senza interruzioni per seguire l’evoluzione dell’eruzione e valutare eventuali ripercussioni sulla sicurezza e sul traffico aereo.







