Ordini professionali, Osservatorio civico e sindaci della provincia discutono i dati sulla mobilità passiva e chiedono l’attivazione immediata di un Comitato tecnico permanente per affrontare le criticità
La Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità ha lanciato un allarme sulla condizione della sanità siracusana nel corso di un convegno svoltosi sabato 4 luglio al centro congressi del Santuario della Madonna delle Lacrime, che ha riunito ordini professionali sanitari, Osservatorio civico e rappresentanti dei comuni della provincia. Il dibattito, moderato dalla giornalista Santina Giannone, ha affrontato i nodi legati al futuro nuovo ospedale di Siracusa e alle criticità immediate del sistema sanitario provinciale.
Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro, il nuovo ospedale non sarà operativo prima di sette o otto anni, mentre la struttura Umberto I continua a operare in condizioni di forte sovraccarico. Il segretario regionale Fials, Alessandro Idonea, ha evidenziato come risultino attualmente non attivi trentatré posti letto già deliberati dalla Regione, mentre reparti come la Chirurgia Vascolare hanno visto ridursi la propria capienza da dodici a quattro posti letto. “Non possiamo dire a un cittadino di aspettare anni per curarsi. Dobbiamo agire nell’immediato spostando fuori dal presidio ospedaliero la logistica, i depositi, la farmacia e l’anatomia patologica per liberare spazi assistenziali vitali e bloccare i viaggi della speranza” ha dichiarato Idonea.
Il convegno ha inoltre posto l’accento sulla mobilità passiva verso altre province, che ha raggiunto la cifra di 102 milioni di euro l’anno, pari a circa il 13-14% del budget sanitario provinciale. Salvatore Italia, direttore del cipartimento Area Medica e dell’Unità Operativa di Medicina Interna di Avola-Noto, ha inoltre chiarito la condizione formale della struttura sanitaria di Noto, spiegando che quello che la cittadinanza continua a identificare come pronto soccorso è in realtà classificato come presidio operativo temporaneo con funzioni attive limitate, privo dei requisiti minimi di legge, e sostenuto esclusivamente dallo sforzo del personale medico e infermieristico costretto da tre anni a turni raddoppiati.
Accanto alle criticità strutturali, il convegno ha messo in luce alcune eccellenze dell’Azienda Sanitaria Provinciale, in particolare sul fronte della digitalizzazione. Santo Pettignano, direttore dei Servizi informativi e controllo di gestione, ha illustrato il modello di innovazione tecnologica che ha permesso all’ASP di Siracusa di ottenere riconoscimenti a livello nazionale, pur segnalando il divario tra l’avanzamento digitale e le carenze delle strutture fisiche. Il dottor Bucello, responsabile della Neurologia di Siracusa, ha descritto inoltre la rete di telemedicina attiva tra i presidi di Avola e Siracusa, che consente di trattare i pazienti colpiti da ictus con la trombolisi a distanza in tempi rapidi, sotto la guida remota dei neurologi del capoluogo.
Al dibattito hanno preso parte anche i rappresentanti degli ordini professionali. Salvo Latina, presidente dell’Ordine degli Infermieri, ha chiesto un coinvolgimento stabile della categoria nei tavoli decisionali, denunciando la fuga dei giovani professionisti verso il Nord Italia. Vincenzo Arrabito, presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, ha sottolineato la necessità di aggiornare i modelli organizzativi aziendali, mentre Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico, ha citato il caso delle due Case della comunità realizzate a pochi metri di distanza nella zona della Pizzuta, entrambe non ancora operative. È stato inoltre richiamato il ruolo delle farmacie del territorio come presidio di prossimità nella gestione dei pazienti cronici.
Il sindaco di Canicattini e presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta, ha parlato a nome dei sindaci della provincia, chiedendo un impegno concreto alla politica regionale e nazionale. “La sanità non ha e non deve avere tessere di partito o appartenenze politiche di destra o di sinistra: deve dare risposte ai bisogni reali delle persone” ha dichiarato Amenta. “Non vogliamo passerelle elettorali, ma chiediamo formalmente alla politica regionale e nazionale di firmare un patto concreto con i cittadini di questa provincia”.
Al termine dell’incontro, la Fials ha formalizzato la richiesta di attivazione di un Comitato tecnico permanente che coinvolga la direzione strategica dell’Asp, i professionisti sanitari e i rappresentanti istituzionali del territorio, con l’obiettivo di monitorare i requisiti minimi di legge e ottimizzare le risorse disponibili in attesa della realizzazione del nuovo ospedale







