Il coportavoce di Europa Verde Siracusa critica i fondi ARS per gli extracosti: “Premiata l’incapacità politica, il Comune resta sotto l’obiettivo del 65%”

La gestione dei rifiuti a Siracusa è un fallimento economico e ambientale. Lo dichiara Salvo La Delfa, coportavoce provinciale di Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra (AVS). Sotto accusa c’è il recente provvedimento finanziario dell’ARS. La Regione Siciliana ha stanziato un contributo straordinario. I fondi servono a compensare gli extracosti in discarica. Secondo l’esponente politico, questo aiuto certifica il collasso del sistema locale.
Il contributo economico assiste i territori meno virtuosi. Si tratta delle amministrazioni sotto il 65% di raccolta differenziata. I dati Ispra certificati evidenziano un quadro critico nella provincia di Siracusa:

  • Pachino: 62%
  • Carlentini: 56%
  • Siracusa: 51%
  • Priolo: 44%
  • Noto: 43%
  • Lentini: 38%
  • Augusta: 32%“

Il provvedimento finanziario annunciato recentemente dal presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’ARS per compensare gli extracosti per il conferimento in discarica certificano il fallimento della gestione dei rifiuti nel comune di Siracusa” – dichiara La Delfa -.

Resta l’anomalia di Avola, destinataria del fondo pur raggiungendo il 65%. Al contrario, Francofonte resta esclusa nonostante si attesti appena al 40%.

“I fondi straordinari sono ormai diventati ordinari. Vengono elargiti regolarmente da tre anni. Questo non risolve i problemi, ma dimostra semplicemente quanto poco si faccia in questi comuni per aumentare la raccolta differenziata. Per il comune di Siracusa indica la situazione critica in cui riversa il capoluogo” – prosegue La Delfa -.

La critica colpisce direttamente la giunta di Francesco Italia. Il partito del presidente della Commissione ARS, Giuseppe Carta, sostiene la giunta. Esprime anche l’assessore all’Igiene urbana.

La Delfa contesta la narrazione della Regione sull’economia circolare: “L’onorevole Carta annuncia finanziamenti determinati proprio dalla incapacità politica di gestire il servizio. Niente è cambiato negli ultimi anni. La gestione è senza prospettiva e senza una visione futura sul prossimo settennio, vista la scadenza dell’appalto attuale. Il traguardo del 65% sarebbe alla portata del nostro Comune, se solo si avviasse un’impegnata politica di amministrazione del servizio di igiene urbana”.