Vandalismo

Avola, vandalizzata la piazzetta del Carmine

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Danneggiati un sedile in pietra e i giochi per bambini. Don Fortunato Di Noto chiede maggiore vigilanza. Solidarietà del vescovo Salvatore Rumeo

Un atto vandalico che colpisce uno spazio pubblico destinato soprattutto ai bambini e alla comunità. È quanto accaduto nella piazzetta della Madonna del Carmine ad Avola, dove sono stati danneggiati un sedile in pietra e alcuni giochi per bambini.

A denunciare l’accaduto è stato don Fortunato Di Noto, parroco della comunità del Carmine, che ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto sottolineando il valore sociale di quello spazio.

«I ragazzi hanno il diritto di giocare in quella piazza, con pericoli annessi e connessi, senza orario e con atteggiamenti incontrollati», ha scritto don Fortunato, evidenziando come la dignità di un quartiere passi anche dal rispetto dei beni pubblici realizzati per i cittadini.

Il parroco ha poi rivolto un appello alle famiglie e alle istituzioni, chiedendo una maggiore attenzione rispetto alla tutela degli spazi comuni.

«Le famiglie dovrebbero fare la loro parte. Noi come comunità cristiana ci siamo sempre stati e chiediamo maggiore vigilanza dalle istituzioni, anche se già le telecamere sono installate».

Nonostante la delusione per l’accaduto, don Fortunato ha scelto di lasciare spazio alla speranza, auspicando un cambiamento sul piano civile e un maggiore senso di responsabilità da parte di tutti.

Sulla vicenda è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, che ha espresso solidarietà a don Fortunato e alla comunità del Carmine.

«Esprimo solidarietà al carissimo don Fortunato e alla comunità del Carmine dinanzi ad un gesto deplorevole che offende la gioia e l’innocenza dei bambini e la sensibilità di coloro che sono impegnati nell’educazione delle nuove generazioni», ha dichiarato il vescovo.

Rumeo ha inoltre auspicato che si continui a lavorare per sostenere la comunità nella crescita della fede e del senso civico, ribadendo la propria vicinanza a don Fortunato e ai residenti del quartiere.

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