Pippo Zappulla e Antonino Landro scettici: “Cancellata la chimica di base senza un vero modello industriale. Gravissima l’esclusione della Cgil”
Esito fortemente critico dopo l’ultimo incontro di monitoraggio tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) sul piano di riconversione Eni-Versalis. Con una nota congiunta, il coordinatore regionale siciliano di Sinistra Futura, Pippo Zappulla, e il coordinatore provinciale di Siracusa, Antonino Landro, hanno rigettato i toni rassicuranti emersi dal tavolo romano, denunciando l’assenza di certezze per il futuro produttivo e occupazionale del polo industriale di Priolo Gargallo e di Ragusa.
I due esponenti politici hanno espresso forte preoccupazione per la smobilitazione dei settori tradizionali della chimica senza l’affiancamento di un piano industriale sostitutivo di pari portata.
Nel mirino del movimento politico figurano sia le strategie aziendali del gruppo Versalis, sia il placet garantito dal Governo nazionale:
«Il Governo e l’Eni si trascinano la responsabilità di aver cancellato la chimica di base dal sistema Paese senza un vero nuovo modello industriale. Si tratta di un’operazione che si inquadra dentro un processo graduale di finanziarizzazione della produzione italiana, mentre il mercato della chimica verde esiste e l’Italia finirà per importarne i prodotti dall’estero. Su Ragusa e soprattutto su Priolo si ripetono stancamente le stesse cose da quasi due anni, senza garanzie reali sui livelli occupazionali, compreso l’indotto». — Pippo Zappulla e Antonino Landro, Sinistra Futura
La bio-raffineria e la polemica sull’esclusione della Cgil
Pur definendo la realizzazione della bio-raffineria un primo e parziale argine contro il rischio di desertificazione industriale del Siracusano, Sinistra Futura rimarca come tale investimento non possa compensare la perdita della chimica verde e dell’indotto locale.
Infine, la nota affonda il colpo sul piano delle relazioni sindacali, definendo un “gravissimo atto politico” l’esclusione del sindacato di Corso d’Italia dal vertice ministeriale:
«Non ci sentiamo per niente rassicurati e non ci omologhiamo al coro dell’assuefazione. Consideriamo un fatto gravissimo l’esclusione della Cgil, l’organizzazione più rappresentativa del mondo del lavoro in Italia, dalla partecipazione all’incontro al MIMIT soltanto perché ha espresso riserve e contrarietà alle scelte di Eni-Versalis. Continueremo a batterci a tutela del lavoro, della sicurezza e dell’ambiente».






