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Portopalo, la storia infinita del lido Scialai: stanotte è scattato il sequestro

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Gli agenti del commissariato di via Tafuri hanno posto sotto sequestro il corpo centrale in costruzione della struttura, contestando all’impresa il reato di abusivismo edilizio in un’area soggetta a vincolo

Quando tutto sembrava un po’ più chiaro, nelle zone dell’isola delle Correnti è piombato di nuovo il buio. Il lido Scialai, stanotte, è stata sottoposto a un nuovo sequestro. O meglio, ciò che era in costruzione: il corpo centrale di 100 metri quadri. Gli agenti del commissariato di polizia di via Tafuri hanno contestato all’impresa principalmente il reato di abusivismo edilizio nella zona 19I, in cui insiste vincolo assoluto di inedificabilità. Lo stesso motivo per cui la il lido è stato sequestrato esattamente un anno fa, con conseguenza della revoca della concessione da parte della Regione.

E dire che pochi giorni fa la situazione sembrava essersi ribaltata, almeno temporaneamente. L’impresa Greco Costruzioni e Servizi dopo aver perso il ricorso al Tar di Catania avevano ottenuto nel giro di poco tempo sia il dissequestro penale dal tribunale di Siracusa (assistita dall’avvocato Giuseppe Gurrieri), e giovedì scorso il Cga di Palermo aveva sospeso in via cautelare la decadenza della concessione demaniale marittima.

Il provvedimento è successivo alla decisione del Tar dello scorso 7 luglio, con cui era stato respinto il ricorso della società contro il decreto con cui il dipartimento regionale dell’Ambiente aveva dichiarato la decadenza della concessione. La decisione era stata assunta sulla base di note della Struttura Territoriale dell’Ambiente di Ragusa e Siracusa, della Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e del Comune di Portopalo, richiamate nel provvedimento impugnato.

La società, assistita dagli avvocati Andrea Scuderi e Giuseppe Gennaro, aveva presentato appello al Cga chiedendo una sospensione immediata concedibile solo in casi di estrema gravità e urgenza, tali da non consentire di attendere nemmeno la breve dilazione necessaria prima della trattazione collegiale ordinaria.

Tra le motivazioni della scelta del Consiglio di giustizia amministrativa, i caratteri di gravità, irreversibilità e irreparabilità richiesti dalla legge, in ragione dell’esigenza, della collettività prima ancora che della società appellante, di poter fruire in modo attrezzato della spiaggia di Isola delle Correnti durante la stagione estiva.

Sulla base di queste considerazioni, il Cga aveva accolto l’istanza cautelare sospendendo, fino all’esito della camera di consiglio, l’efficacia della sentenza del Tar Catania e dei provvedimenti di decadenza impugnati in primo grado, in attesa della decisione del collegio fissata per il 3 settembre.

E nel frattempo? Nel frattempo la società ha provato a ricostruire ma durante i lavori di realizzazione del corpo centrale, c’è stato un sopralluogo dei poliziotti che hanno sequestrato il cantiere contestando il reato di abusivismo edilizio. L’ennesima pagina di un libro di sequestri, ricorsi e tante polemiche che dura da un anno ed è destinato ad arricchirsi di nuovi capitoli.

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