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Canicattini Bagni, si chiude Lap-idèo 2026. Amenta: “Un villaggio che guarda non solo alla bellezza, ma anche alla coesione e alla pace”

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Si conclude con successo la rassegna internazionale a Stallaini: gli Iblei diventano un museo a cielo aperto

La tredicesima edizione del Festival internazionale di arte contemporanea Lap-idèo 2026 si è concluso a Stallaini, trasformando il territorio ibleo in un museo all’insegna dell’accoglienza e della pace.

La manifestazione, nata dalla collaborazione tra l’Agriturismo Stallaini di Noto e la scultrice Suzanne Cloutier, ha visto la partecipazione di ventuno artisti internazionali le cui opere si fondono con la natura circostante.

Lap-idèo porta in Sicilia artisti provenienti da ogni angolo del mondo: Francia, Regno Unito, Germania, Canada, Corea del Sud e Giappone. Ad accomunarli è un profondo legame con la terra siciliana, per la sua luce, i suoi colori e per quegli spazi suggestivi che riescono a diventare parte integrante dell’opera d’arte.

A Stallaini il confine tra natura e arte si dissolve. Le opere dell’edizione 2026, presentate da Loredana e Manuela Sarcià, entrano in un dialogo serrato con gli ulivi, la pietra, la vegetazione e gli orizzonti della campagna iblea, dando vita a un percorso espositivo in cui il paesaggio non fa da semplice sfondo, ma diventa protagonista.

Per questa tredicesima edizione è stato scelto un tema potente e suggestivo: la “Madreperla”. Un modo per raccontare un’idea di arte che nasce dalla stratificazione, dall’incontro tra culture, sensibilità, linguaggi e materiali differenti.

Proprio come la madreperla, che si forma trasformando gli elementi, anche l’arte contemporanea trova la propria forza nella capacità di accogliere la diversità per generare qualcosa di unico. Questa è la vocazione più autentica del festival: creare un luogo nel quale l’arte non sia semplicemente esposta, ma vissuta a contatto con il territorio.

La cerimonia di chiusura si è svolta domenica 30 alla presenza del Sindaco di Canicattini Bagni Paolo Amenta e della Vice Sindaco Marilena Miceli, con la collaborazione dei Comuni di Noto e Siracusa, a testimonianza dell’importanza che la manifestazione riveste per il progetto di sviluppo e accoglienza del territorio.

Il Sindaco Amenta ha voluto sottolineare il valore sociale e politico dell’iniziativa in un momento storico delicato: “In questi anni, nella costruzione del nostro progetto culturale e sociale attraverso la cura della bellezza, l’arte, la cultura e, naturalmente, la solidarietà e l’accoglienza di quanti arrivano dal sud del mondo per una nuova opportunità di vita, dando valore all’intero territorio ibleo e al sud est siciliano, abbiamo superato il concetto di confini amministrativi assumendo quello di un grande villaggio culturale. Un villaggio che guarda non solo alla bellezza, ma anche alla coesione e alla pace, in particolare oggi in presenza di conflitti dove si è perso il senso dell’umanità, come a Gaza dove continuano a morire bambini e alle porte dell’Europa. Un grande territorio che come la conchiglia accoglie le contaminazioni artistiche e sociali che arrivano da ogni parte del mondo facendole diventare perle” – dichiara Amenta -.

Mentre i riflettori su questa edizione si spengono, le opere rimangono sul posto, consegnando al territorio una traccia concreta di questo legame indissolubile.

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