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Pachino, Turi Borgh e Roberto Bruno lasciano il Pd: “Non ci sono condizioni per fare politica”

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Dopo trent’anni di militanza, gli ex amministratori Borgh e Bruno lasciano il direttivo del circolo pachinese del Pd, travolto dalle divisioni interne emerse dopo l’elezione del segretario Joseph Franzò

“Nel Pd attuale non ritengo ci siano le condizioni per fare politica”. Turi Borgh non vuole ammetterlo manco a se stesso, perchè a quel partito c’è legato con mani e piedi, con viscere e cervello. Ma la strada sembra delineata: ha scelto di andar via, assieme a Roberto Bruno. I due nei giorni scorsi hanno inviato al segretario del circolo di Pachino, Joseph Franzò, una lettera in cui esplicitano le loro motivazioni, dimettendosi dal direttivo pachinese.

“Dire che sono fuori dal PD totalmente – ha voluto sottolineare Borgh – per me, è molto “forte”. Ma non sono molto lontano dal chiudere in pieno. Devo metabolizzare”.

Roberto Bruno e Turi Borgh, amici e nemici, compagni di scontri e condivisioni, sono stati tra i protagonisti assoluti dell’attività del circolo pachinese: il primo ex sindaco e consigliere comunale, il secondo ex presidente del consiglio comunale e assessore. Hanno vissuto all’interno del partito tutti i passaggi dell’era post comunista: dal Pds ai Ds e poi al Pd. Ed anche lottato nelle campagne elettorali comunali (e non solo) dall’ex sindaco Modestino Preziosi fino all’attuale, Giuseppe Gambuzza. Vittorie e sconfitte, lacrime di gioia e delusioni: tantissime battaglie con lo stessa immutata passione.

Dopo 30 anni, hanno gettato la spugna. “A Pachino come a Siracusa e a Palermo siano nei guai – ha proseguito Borgh – e non si riesce a modificare la linea. Viene lo sconforto”.

I due, negli ultimi anni, hanno fatto parte di una corrente interna al circolo pachinese, la terza, nata dopo le incomprensioni  legate all’elezione del nuovo segretario. Lo scontro fratricida alla guida del partito locale è stato tra Joseph Franzò, sostenuto tra gli altri dal consigliere comunale Davide Fronterrè e dall’ex segretario Giancarlo Barone, lo stesso Turi Borgh, che avrebbe dovuto essere il candidato unitario ma per una serie di vicissitudini al suo nome è stato preferito quello di Franzò da gran parte de partito, e Sonia Dugo, rappresentante del gruppo che fa capo all’ex consigliere comunale del Pd, Emiliano Ricupero, candidato sindaco durante le elezioni amministrative del 2024.

Da quel momento, che ha visto l’elezione di Franzò, si sono cristallizzati tre gruppi nel circolo pachinese, in continuo amorevole disaccordo su tutto. Fino alle dimissioni di Borgh e Bruno.

Il passato, dunque, è ormai alle spalle,  il futuro è ancora incerto. Sulla ipotetica collocazione dei due – perchè hanno abbandonato il Pd ma non la politica e nemmeno l’intenzione di condividere assieme altre esperienze – non ci sono ancora indiscrezioni. Però, alla domanda diretta se c’è nei programmi l’dea di mettere in piedi un nuovo progetto autonomo, locale e civico, la risposta di Borgh è stata sintomatica: “Perché no?”.

 

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