L’assessore Aloschi ha già attivato gli uffici: “Il nostro interesse è fare chiarezza su questa vicenda”. Il caso sollevato dal Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, Fratelli d’Italia presenta una interrogazione
“Il Comune è pronto ad avviare le verifiche sulla vicenda legata alla Tekra”. Lo ha assicurato l’assessore Luciano Aloschi che spiega: “Dopo aver appreso la notizia, mi sono subito attivato con gli uffici per capire come muoverci. Lunedì avvieremo i dovuti accertamenti così come concordato con il Dec, il direttore dell’esecuzione, e acquisiremo la documentazione per ulteriori verifiche. Ribadisco che c’è tutto l’interesse a fare chiarezza sulla vicenda”.
Ad accendere i riflettori sulla vicenda sono stati il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente e i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro e Paolo Romano che presenteranno una interrogazione all’amministrazione comunale sulla questione che ruota attorno alla procedura di crisi d’impresa avviata da Tekra, originaria affidataria del servizio di igiene urbana del Comune di Siracusa. Con il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente che, invece, ha inviato una nuova comunicazione al Settore Igiene Urbana chiedendo verifiche aggiornate.
I consiglieri di Fdi Paolo Cavallaro e Paolo Romano precisano di non voler anticipare conclusioni sulla natura e sugli effetti della procedura riguardante Tekra, che dovranno essere verificati attraverso l’acquisizione degli atti. Al centro dell’interrogazione c’è invece la posizione di Risam, società subentrata nell’esecuzione dell’appalto dal primo febbraio scorso attraverso l’affitto di ramo d’azienda stipulato con Tekra il 22 dicembre 2025.
Un punto specifico riguarda i mezzi utilizzati per il servizio. Secondo la nota di FdI, “quelli riconducibili a Tekra erano stati messi a disposizione di Risam per un periodo iniziale di sei mesi, ormai trascorso”. Il gruppo consiliare ha quindi chiesto al Comune di chiarire “quanti dei mezzi attualmente impiegati siano di proprietà di Risam, quanti siano noleggiati o locati, chi ne sia il proprietario, e se il rapporto relativo ai mezzi di Tekra sia stato rinnovato, prorogato, oppure se Risam abbia nel frattempo acquistato mezzi propri o stipulato nuovi contratti con altri fornitori”.
“Non servono supposizioni e non serve creare allarmismi. Servono documenti e risposte”, proseguono Cavallaro e Romano, che sottolineano come il servizio di igiene urbana debba poter contare sulla massima continuità e stabilità, e come il Consiglio comunale debba essere messo nelle condizioni di esercitare pienamente la propria funzione di controllo.
Parallelamente, il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente ha trasmesso una nuova Pec al Settore Igiene Urbana del Comune, che integra “le osservazioni già presentate lo scorso 27 gennaio, chiedendo una verifica aggiornata sulla continuità del contratto dopo l’avvio della procedura di regolazione della crisi da parte di Tekra”.
Nella comunicazione, il comitato ricorda le criticità già segnalate nei mesi scorsi riguardo al servizio, tra cui la percezione diffusa di prestazioni contrattualmente previste ma non adeguatamente svolte, in particolare nelle periferie cittadine, nonostante il costo elevato della Tari. Su questi aspetti erano già stati chiesti chiarimenti al Settore Igiene Urbana, al Rup e al Dec, senza ricevere, secondo il comitato, un riscontro puntuale.
Il documento richiama anche le perplessità già espresse al momento del subentro di Risam, comunicato al Comune a ridosso della data prevista per la sua efficacia, in particolare sulla capacità economico-finanziaria della nuova società, sulla disponibilità dei mezzi, sulla continuità dei requisiti e sulla tutela dei lavoratori.
Il portavoce del comitato Ortigia, Davide Biondini, chiarisce che “la decisione di Tekra di accedere a uno strumento di regolazione della crisi non comporta automaticamente l’illegittimità del subentro di Risam, ma rappresenta un elemento nuovo che rende necessario verificare se le condizioni economiche, patrimoniali e operative valutate al momento del passaggio siano ancora valide”. E invita l’amministrazione a prestare “particolare attenzione anche sulla posizione dei lavoratori, con la verifica di eventuali crediti maturati durante la precedente gestione, compresi quelli già accertati giudizialmente, e di eventuali trattenute per cessioni del quinto non ancora riversate agli aventi diritto”.
“Il nostro interesse non riguarda soltanto la qualità di un servizio pubblico che i cittadini finanziano attraverso una Tari molto onerosa. Riguarda anche, per quanto nelle possibilità di un comitato civico, la tutela dei lavoratori siracusani coinvolti”, ha concluso Biondini chiedendo al Comune “un’istruttoria aggiornata, analitica e documentata”.












