Dati impietosi in città e provincia. L’attacco di La Rosa: “Continuare a intervenire con misure tampone significa condannare studenti, docenti e personale Ata a lavorare in condizioni inaccettabili”
“Su 59 scuole e oltre cento plessi distribuiti tra Siracusa e provincia, la quasi totalità è priva di impianti di climatizzazione”. È impietoso il quadro tracciato da Gianni La Rosa, segretario provinciale della Flc Cgil, che alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico rivolge un appello urgente alle istituzioni affinché affrontino in modo strutturale il problema delle temperature insostenibili all’interno degli edifici scolastici
“Chiediamo alla Regione e agli enti locali – prosegue il sindacalista – di stanziare fondi straordinari per l’installazione di impianti di climatizzazione efficienti e sostenibili. Ma non basta: serve un piano edilizio pluriennale che ripensi gli spazi scolastici in un’ottica di adattamento climatico, con isolamenti termici, schermature solari, aree verdi e sistemi di ventilazione naturale. La scuola non può più essere progettata come cinquant’anni fa”.
Secondo il sindacato, solo un numero marginale di aule dispone oggi di sistemi di raffrescamento adeguati. Una condizione che, nei picchi di temperatura estivi, ha reso complicato lo svolgimento regolare delle lezioni e la stessa presenza di studenti e personale negli spazi scolastici.
“Quello che abbiamo vissuto quest’estate non è un evento straordinario”, afferma il segretario La Rosa e collega la situazione a un fenomeno destinato “a ripetersi con frequenza crescente, legato ai cambiamenti climatici in atto da decenni”.
La Rosa critica in particolare il ricorso a misure temporanee come l’anticipo o il posticipo dell’apertura delle scuole e l’utilizzo di semplici ventilatori, definendole insufficienti a garantire condizioni di lavoro e studio accettabili per studenti, docenti e personale Ata.
La richiesta rivolta a Regione e enti locali riguarda due livelli di intervento: il primo prevede lo stanziamento di fondi straordinari per l’installazione di impianti di climatizzazione efficienti e sostenibili, da attivare in tempi rapidi. Il secondo riguarda un piano edilizio pluriennale, che ripensi gli spazi scolastici tenendo conto dell’adattamento climatico attraverso isolamenti termici, schermature solari, aree verdi e sistemi di ventilazione naturale.
Per il sindacato, il modello architettonico su cui sono stati costruiti molti edifici scolastici risale a decenni fa e non risponde più alle condizioni climatiche attuali, rendendo necessario un ripensamento complessivo degli spazi in cui si svolge la didattica.












