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FATTORI DI RISCHIO

Sicilia, la Protezione Civile lancia l’allarme: “Prevenire ora i rischi dell’autunno”

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La circolare del direttore generale Salvatore Cocina, inviata a sindaci, prefetture e gestori di reti e infrastrutture, richiama gli effetti del cambiamento climatico e i danni del ciclone Harry del gennaio 2026

PALERMO – Mantenere alta la guardia sui 100mila punti critici della Regione e attuare subito interventi manutentivi prima dell’arrivo delle piogge autunnali. È questo il monito della Protezione Civile della Regione Siciliana, che ha inviato ai sindaci, alle Prefetture e ai gestori di reti e di infrastrutture la Circolare n. 1/2026_CFD-Idro, a firma del direttore generale, ingegner Salvatore Cocina.

Il provvedimento richiama la necessità di prepararsi a fronteggiare gli scenari meteo derivanti dal rapido cambiamento climatico in atto, che causa un’estremizzazione dei fenomeni meteo, caratterizzati da forte intensità e imprevedibilità spaziale e temporale.

Tra le determinanti e gli scenari di evento più critici si segnalano diversi fattori.

Il primo riguarda l’accumulo di calore nei mari: le persistenti temperature estive comportano un elevato accumulo di calore che, a contatto con le prime correnti fredde autunnali, generano temporali violenti, precipitazioni intense, piogge e grandine.

Un secondo fattore è l’impatto di incendi e aridità: i diffusi incendi estivi e la prolungata aridità del suolo rendono possibili colate rapide di fango e terra, distacco di massi e fenomeni di alluvioni lampo con allagamenti.

La circolare richiama inoltre i gravi eventi che hanno colpito l’Isola negli ultimi anni e, in particolare, i recenti ed eccezionali danni provocati dal ciclone Harry, nel gennaio 2026, che ha causato mareggiate storiche, frane estese e gravi compromissioni alle infrastrutture.

Un ulteriore elemento di rischio riguarda le criticità nel reticolo idrografico e urbano: gli impluvi a deflusso discontinuo, la presenza di passaggi a guado, il restringimento o la tombinatura dei corsi d’acqua e l’elevata impermeabilizzazione urbana, aumentata fino a dieci volte rispetto agli anni Cinquanta, amplificano repentinamente il rischio.

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