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Truffa sui fondi agricoli Ue, 10 misure cautelari e sequestri per 927 mila euro

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L’inchiesta della Procura europea di Palermo, condotta dai carabinieri per la Tutela agroalimentare, riguarda due presunte associazioni che avrebbero gestito domande di contributi per decine di agricoltori e utilizzato terreni Ismea senza pagare i canoni. Indagine tra Messina, Enna e Caltanissetta

Dieci persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dall’ufficio di Palermo della Procura europea (Eppo) su una presunta truffa aggravata per ottenere fondi pubblici destinati all’agricoltura. I carabinieri per la Tutela agroalimentare stanno eseguendo il provvedimento, con il supporto dei comandi territorialmente competenti, nelle province di Messina, Enna e Caltanissetta.

Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di associazione per delinquere finalizzata all’usurpazione di funzioni pubbliche.

Il giudice per le indagini preliminari di Enna, su richiesta della Procura europea, ha disposto la custodia cautelare in carcere per una persona e gli arresti domiciliari per cinque. Per altre quattro è stato stabilito il divieto di esercitare attività imprenditoriali per un anno. Sono stati eseguiti anche sequestri e altre misure patrimoniali, compresi sequestri per equivalente, per un valore complessivo di 927 mila euro.

L’indagine, condotta tra il 2024 e il 2025, ha fatto emergere due presunte associazioni criminali, collegate tra loro da figure ritenute centrali nell’organizzazione e nella promozione delle attività. Secondo l’accusa, i gruppi gestivano le domande di contributi agricoli per conto di decine di agricoltori della zona e, ricorrendo a metodi fraudolenti, ottenevano per loro sovvenzioni europee, con un danno agli interessi finanziari dell’Unione.

Gli accertamenti avrebbero inoltre accertato che le domande venivano presentate attraverso un centro di assistenza agricola che operava in modo abusivo. Il meccanismo coinvolgeva anche terreni agricoli concessi in affitto dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea), ente pubblico che sostiene il settore e favorisce l’accesso alla terra. Secondo gli investigatori, quei terreni venivano usati per richiedere contributi europei, nonostante i canoni previsti dai contratti di concessione non fossero stati versati.

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