Diserbo sospeso ad agosto e nessun addetto in servizio il giorno del rogo, secondo i documenti ottenuti con l’accesso agli atti
A segnalare le irregolarità Giuseppe Ansaldi del Comitato Parchi e Carmelo Iapichini della Lipu che hanno riportato quanto emerge dai documenti ufficiali ottenuti dall’associazione Ortigia Resistente con due richieste di accesso agli atti sull’incendio del 30 agosto che ha devastato la Riserva Naturale Orientata Fiume Ciane e Saline di Siracusa. Secondo i firmatari della segnalazione, l’evento non può essere ricondotto soltanto a una fatalità o alle condizioni meteo: le carte descrivono la gestione dell’area protetta nelle settimane precedenti al rogo e, a loro avviso, un quadro di omissioni, ritardi e regole non rispettate.
Dai registri degli interventi di scerbamento risulta che, da marzo a luglio 2026, le squadre di Siracusa Risorse, società incaricata della manutenzione, hanno operato con una certa regolarità nella Riserva. Ad agosto l’attività si è interrotta.
Lo certifica una nota interna del 24 agosto 2026 (Prot. Int. n. 127), firmata dal direttore della Riserva e indirizzata al capo del X Settore del Libero Consorzio: “il personale di Siracusa Risorse nel mese di AGOSTO non ha effettuato il servizio di diserbo presso la R.N.O Ciane Saline di Siracusa”. Il registro indica che una squadra è intervenuta soltanto il 29 agosto, il giorno prima dell’incendio. Il 30 agosto lo stesso registro segna un intervento di emergenza dalle 18:00 alle 23:00 per la “rimozione canne bruciate”.
Ansaldi e Iapichini ricordano che l’Ordinanza Sindacale n. 14 del 2 aprile 2026 impone agli enti gestori di terreni di bonificare le aree incolte e di mantenere fasce tagliafuoco di almeno 10 metri lungo l’intero perimetro, senza interruzioni dal 15 maggio al 31 ottobre. La Prefettura di Siracusa, con nota del 22 aprile, aveva inoltre raccomandato all’Ente gestore un’adeguata vigilanza e sorveglianza delle aree di pregio naturalistico, per prevenire l’innesco dei roghi e segnalare tempestivamente i focolai. Alla richiesta di sapere se esistesse un piano antincendio specifico per la riserva, l’Ente ha risposto che “nulla risulta agli atti”.
L’Ente dichiara una vigilanza continua, garantita 365 giorni l’anno da 3 addetti alla sorveglianza, coordinati dal direttore e integrati da 4 collaboratori tecnici ambientali, per circa 300 ettari di riserva. Dal registro delle relazioni risulta però che domenica 30 agosto nessuno era in servizio, nonostante l’allerta rossa della Protezione Civile diramata il giorno precedente (avviso 188 del 29 agosto, rischio incendi al massimo livello per la provincia di Siracusa).
Secondo quanto riportato da Ansaldi e Iapichini altra conferma sarebbe stata una lettera del Direttore, secondo la quale ad agosto il servizio di vigilanza antincendio prevedeva due unità per turno, dalle 8:00 alle 19:00, dal lunedì al sabato. La domenica non era previsto alcun servizio regolare, ma una sola unità “in disponibilità”, richiamata il 30 agosto alle 16:20, a incendio già in corso e con Polizia e Vigili del Fuoco già sul posto. Secondo i firmatari, un richiamo anticipato, considerata l’allerta, avrebbe forse consentito un allarme più tempestivo.
Il Libero Consorzio ha attestato la congruità di un’offerta di 154.225 euro (oltre Iva) di Siracusa Risorse per i servizi generali del decimo settore (Territorio e Ambiente) per il 2026. I fondi direttamente impegnati per la “manutenzione, gestione e valorizzazione” della sola Riserva Ciane-Saline sono invece 1.000 euro per il 2025 e 1.350 euro per il 2026, cifre che Comitato Parchi e LIPU definiscono simboliche e che rimandano ogni intervento a eventuali finanziamenti regionali.
La segnalazione contesta anche alcune considerazioni contenute nella relazione del Direttore della Riserva al presidente del Libero Consorzio del 7 settembre, riprese dal presidente nella recente seduta comunale aperta sulla Riserva. Per Ansaldi e Iapichini è errato affermare che la zona A sia un’area di riserva integrale in cui nessun intervento è ammesso: si confonderebbe così la zona A di una riserva naturale orientata, quale è il Ciane-Saline, con una riserva naturale integrale, tipologia diversa come specificato dalla LR 98/81.
I divieti generali del regolamento, spiegano, si rivolgono a fruitori e privati, mentre l’ente gestore deve prevedere, con le procedure previste dalla LR 98/81, interventi in zona A per perseguire le finalità della riserva, cioè la tutela del papiro e della zona umida delle saline. Ciò comporta anche l’obbligo di gestire la vegetazione nell’ambito del piano di gestione della zona A, con interventi che, nel caso dei canneti, ne garantiscano uno stato ottimale di conservazione. Lasciare un ambiente artificiale come le saline a una non meglio precisata evoluzione naturale, sostengono, significherebbe non aver compreso le ragioni stesse dell’istituzione della riserva; l’interpretazione contestata potrebbe inoltre servire a giustificare le inerzie gestionali del Libero Consorzio.
I firmatari precisano che non si può affermare con certezza che la mancanza di diserbo sia stata la causa diretta e unica dell’incendio, ma ritengono che i documenti dimostrino condizioni di prevenzione e presidio significativamente deboli, quando non assenti. Sul piano amministrativo, il Libero Consorzio Comunale di Siracusa, in qualità di Ente Gestore, aveva il dovere giuridico e statutario di attuare la prevenzione antincendio; la responsabilità materiale ricadrebbe in solido su Siracusa Risorse, braccio operativo dell’ente, inattiva per 28 giorni ad agosto.
Ora che i documenti sono stati resi noti, concludono Comitato Parchi e LIPU, spetterà alle autorità competenti valutare se le omissioni documentate debbano avere conseguenze sul piano legale.






