Le celebrazioni si sono svolte stamattina al Phanteon di Siracusa, erano presenti il sindaco Italia, il presidente del Libero consorzio, Giansiracusa, e i rappresentanti delle autorità militari e religiose
Si è svolta, questa mattina, davanti al Pantheon di Siracusa la cerimonia per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, celebrata oggi in tutta Italia. Erano presenti il prefetto di Siracusa Chiara Armenia, il sindaco Francesco Italia, i sindaci di Avola, Rossana Cannata e Solarino, Tiziano Spada, il presidente del Libero Consorzio comunale, Michelangelo Giansiracusa e numerose autorità civili, militari e religiose della città e della provincia. Presenti anche gli istituti scolastici Corbino e Quintiliano, coinvolti nel passaggio della bandiera, e gli istituti comprensivi Santa Lucia di Siracusa, Bianca di Avola e Columba di Sortino, insieme ai referenti dell’Ufficio scolastico regionale.
La manifestazione si è aperta con il tradizionale alzabandiera, accompagnato dall’esecuzione dell’Inno di Mameli a cura del Corpo musicale “Città di Siracusa”. È seguita la deposizione della corona di alloro al monumento ai Caduti da parte del prefetto e del comandante militare marittimo della Sicilia, Lorenzano Di Renzo, accompagnati da alcuni studenti. La corona è stata benedetta dal parroco del Pantheon, don Massimo Di Natale.
Nel suo intervento il prefetto di Siracusa, Chiara Armenia, ha ricordato l’impegno dei militari nelle missioni internazionali di pace e sottolinea il valore dell’unità del Paese.
Il prefetto ha poi letto il messaggio del Presidente della Repubblica, che ricorda come “la ricorrenza cada nell’ottantesimo anniversario della scelta del popolo italiano per la Repubblica”. “Il giuramento di fedeltà delle Forze armate, – proseguiva il messaggio -, si nutre dei valori della Costituzione, patrimonio di principi custodito perché la memoria del passato si unisca alla speranza per il futuro e le atrocità delle guerre mondiali non si ripetano”. A sottolineare l’importanza di una “una giornata di festa ma anche di riflessione” anche il prefetto Armenia. “Il 4 novembre celebra due valori, l’unità d’Italia e le forze armate – ha raccontato Armenia -. Forze armate che dobbiamo vedere come presidio di pace, perché sono impegnate in operazioni internazionali di pace”. Il prefetto ha, inoltre, ricordato i quattro militari morti di recente: “Immagino il dolore delle famiglie – ha proseguito -, ma loro avevano messo in conto questo rischio e l’hanno affrontato perché quello della pace non è qualcosa di simbolico, è un fatto concreto”. Quanto all’unità d’Italia, ha aggiunto, è “un valore che già di per sé parla da solo”, legato alla speranza di pace, alle sinergie e al bene comune.
Il messaggio del ministro della Difesa Guido Crosetto è stato letto dall’ammiraglio di divisione Lorenzano Di Renzo, comandante del Comando Marittimo Sicilia. Il ministro ha definito il 4 novembre una giornata che appartiene alla storia e all’identità della nazione, nella quale si rende onore a quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia e si ricordano coloro che portano ancora nel corpo e nell’anima i segni del servizio.
Momento centrale della cerimonia è stato il tradizionale passaggio della Bandiera nazionale tra gli istituti scolastici. Il liceo Corbino ha consegnato il tricolore al Quintiliano. Un gesto simbolico che ha rinnovato il legame tra memoria storica e futuro, richiamando il ruolo delle nuove generazioni nella trasmissione dei valori dell’unità.
Il sindaco Francesco Italia ha ricordato “tutti i caduti, in particolare i quattro militari che abbiamo perso recentemente con l’incidente in Bosnia”, dicendosi colpito dal messaggio del Presidente della Repubblica, che ha parlato di una situazione “delicata e molto cruciale” e della necessità di una difesa comune europea.
“In questo periodo ascoltiamo da parte dei populisti e degli amici di Putin di casa nostra, che si trovano sia a destra che a sinistra, parole contro la difesa europea – ha affermato il primo cittadino -. Il Presidente della Repubblica è il garante della nostra Costituzione che ripudia la guerra: parlare di difesa comune significa attrezzare il nostro Stato e la nostra Europa di strumenti che impediscano, come è successo in Ucraina, che dei dittatori e dei criminali possano attentare alla nostra libertà e all’integrità dei nostri confini”.
Accanto alla cerimonia istituzionale, inoltre, grazie alla collaborazione di Forze armate e Forze dell’ordine, è stato riproposto in questi giorni l’allestimento di vetrine celebrative in vari esercizi commerciali del territorio, con l’esposizione di uniformi, vessilli e cimeli delle diverse specialità militari, per portare i simboli della ricorrenza nei luoghi della quotidianità e far conoscere le tradizioni militari e il servizio reso.






