L’associazione dei consumatori sollecita l’intervento delle Asp e una verifica indipendente sugli impianti dopo le alterazioni delle temperature che hanno interessato diversi punti vendita dell’isola
Gli attacchi informatici ai sistemi di refrigerazione dei supermercati, che secondo le notizie circolate in questi giorni hanno interessato anche diversi punti vendita in Sicilia, non possono essere considerati un semplice inconveniente tecnico. A sostenerlo è Aiace Sicilia, l’associazione di promozione sociale che tutela i consumatori, secondo cui è in gioco la sicurezza della catena del freddo, la corretta conservazione degli alimenti e la salute di chi li acquista.
Le informazioni diffuse riferiscono di alterazioni dei parametri di temperatura effettuate attraverso i sistemi che consentono di controllare gli impianti a distanza, con il possibile deterioramento di alcuni prodotti. Per l’associazione la questione centrale è come sia stato possibile che sistemi destinati alla conservazione degli alimenti potessero essere raggiunti dall’esterno.
Aiace richiama inoltre un elemento che giudica ancora più preoccupante: il produttore Danfoss sarebbe stato destinatario di segnalazioni tecniche su vulnerabilità dei propri sistemi di controllo della refrigerazione, con il successivo rilascio di aggiornamenti di sicurezza. Se così fosse, osserva l’associazione, andrebbe verificato se i supermercati coinvolti utilizzassero davvero i dispositivi interessati, se gli aggiornamenti fossero stati installati, se gli impianti fossero protetti da accessi non autorizzati e se esistessero allarmi indipendenti per il controllo delle temperature. Resta da accertare anche se tutti gli alimenti potenzialmente compromessi siano stati individuati e ritirati dalla vendita in tempo utile.
Sul punto l’associazione è netta: un alimento che ha subito un’interruzione della catena del freddo non può essere ritenuto sicuro solo perché il frigorifero è tornato a funzionare.
Aiace Sicilia avanza sei richieste. La prima è un intervento immediato delle Asp e dei servizi veterinari e di igiene degli alimenti per verificare le condizioni di conservazione dei prodotti. Seguono l’accertamento degli alimenti eventualmente deteriorati e delle procedure di ritiro e smaltimento, una verifica tecnica indipendente sui sistemi informatici e sugli impianti dei punti vendita coinvolti, e chiarezza sull’eventuale mancata installazione degli aggiornamenti già disponibili. L’associazione chiede poi la pubblicazione di informazioni trasparenti sui supermercati interessati e sulle misure adottate a tutela dei consumatori, oltre all’accertamento delle responsabilità del produttore, dei gestori degli impianti e delle catene distributive, ciascuno per la parte di competenza.
“La sicurezza alimentare non è un optional, la cybersicurezza non è una spesa da rinviare e la salute dei cittadini non può essere messa a rischio da falle informatiche o da mancati controlli”, afferma Aiace Sicilia, precisando di non voler alimentare allarmismi ma di non voler nemmeno che un episodio di questa gravità venga sottovalutato.
L’associazione chiede infine di verificare se episodi analoghi abbiano coinvolto altri punti vendita o altre realtà della distribuzione alimentare in Sicilia.



